Gela, lavoratore indotto Eni: via dalla Sicilia o perdi il posto
Un lavoratore dell'indotto Eni con invalidità civile e familiari disabili a carico perde la causa davanti al giudice del lavoro.
Gela - La vicenda riguarda un dipendente di un'azienda non locale che opera nell'indotto Eni. L'uomo si è visto recapitare una scelta obbligata: raggiungere una nuova sede, a oltre 1.500 chilometri di distanza, fuori dalla Sicilia, oppure mettere a rischio la propria occupazione. Ma la sua non è una situazione ordinaria: si tratta di un lavoratore con gravi patologie riconosciute, invalidità civile, inserito nelle categorie protette e che assiste familiari disabili.
Un quadro che rende il trasferimento, di fatto, insostenibile. Il tentativo di portare la vicenda davanti al giudice del lavoro, però, non ha avuto esito positivo: la causa è stata persa, con tanto di condanna al pagamento delle spese. Il sindacato sta sostenendo la vertenza dell'operaio, a maggior ragione alla luce della sua condizione di fragilità. Una vicenda che riapre il dibattito sui lavoratori fragili.
"Sono indignato – afferma Francesco Cacici, referente provinciale Cobas – perché un lavoratore che rientra nelle categorie protette perda una causa del genere non è accettabile".
22.5°