Ferita nell'esplosione al mercato di via Madonna del Rosario, risarcimento a una donna: "Comune non vigilò"
Stando alla linea ricostruttiva, avanzata dal legale della donna, il Comune avrebbe dovuto vigilare, attraverso il corpo di polizia municipale, e non l'ha fatto
Gela. L'ente comunale avrebbe dovuto garantire controlli costanti nell'area, sotto propria custodia, del mercato rionale di via Madonna del Rosario, dove un'esplosione determinò il decesso di due donne e il ferimento di decine di avventori, che in quei frangenti si trovavano fra le bancarelle. Il giudice della sezione civile del tribunale, Giuseppe Vacirca, ha riconosciuto il diritto al risarcimento dei danni, per un totale di 98 mila euro, in favore di una delle ferite, che quel giorno di sette anni fa si trovava proprio in via Madonna del Rosario. Riportò conseguenze dalla deflagrazione, partita da una rivendita ambulante di rosticceria. Il giudice ha accolto le richieste avanzate dal legale della donna, l'avvocato Rosario Giordano, che, tra gli altri elementi, ha prodotto anche la sentenza emessa in sede penale. In primo grado, venne infatti riconosciuta la colpevolezza del titolare della rivendita da dove partì l'esplosione e di una società, proprietaria della stazione di servizio nella quale vennero ricaricate le bombole diventate il vero innesco. Il Comune di Gela, nel procedimento penale, è responsabile civile, condannato a risarcire. E' in corso il giudizio d'appello. La decisione civile, invece, pronunciata sulla vicenda della donna rimasta ferita, è ormai definitiva e passata in giudicato. Stando alla linea ricostruttiva, avanzata dal legale della donna, il Comune avrebbe dovuto vigilare, attraverso il corpo di polizia municipale, e non l'ha fatto. L'ente non può infatti limitarsi a rilasciare solo eventuali autorizzazioni agli ambulanti. Nel corso del procedimento civilistico, un funzionario comunale, chiamato a testimoniare, ha ammesso che i controlli nell'area mercatale di via Madonna del Rosario non venivano espletati per carenza di personale. Accertamenti che dovevano servire la valutare a conformità delle attività presenti. Gli inquirenti, risalendo alle cause dell'esplosione, attraverso perizie condotte da tecnici e vigili del fuoco, individuarono la scintilla decisiva nelle bombole usate dal titolare della rivendita di rosticceria. Furono ritenute non a norma.
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