Failla ucciso nel suo bar, ergastolo per Madonia e Terminio: annullamenti a Greco e Palermo

 
0

Gela. Le condanne all’ergastolo per il boss Giuseppe Madonia e per Cataldo Terminio sono definitive. Si riferiscono all’omicidio di Giuseppe Failla, ucciso a colpi di arma da fuoco all’interno del suo bar, in centro storico, trentasette anni fa. Per gli inquirenti, Madonia avrebbe dato il proprio assenso all’azione di morte su richiesta di Terminio, che voleva vendicare la morte del padre. Fatti che si ricollegano alle faide dei gruppi di mafia sul territorio. Stando agli inquirenti, Terminio ritenne che l’omicidio del genitore fu opera del gruppo Cerruto di San Cataldo. Failla venne indicato come conoscente proprio dei Cerruto e per questo motivo sarebbe finito sotto i colpi dei killer. Nel corso del procedimento, anche i collaboratori di giustizia hanno comunque escluso che la vittima fosse vicina ai clan. Venne colpito a morte all’interno della propria attività. Sono state invece annullate senza rinvio le condanne che erano state imposte ad Angelo Palermo, a ventuno anni di detenzione, e al gelese Angelo Bruno Greco, a quattordici anni perché considerato il basista di quell’azione di morte. In appello, erano già venute meno le aggravanti e il reato è andato incontro alla prescrizione.

Le motivazioni saranno successivamente depositate. La procura generale, in Cassazione, per le loro posizioni ha appunto richiesto l’annullamento senza rinvio. Greco è rappresentato dall’avvocato Sergio Iacona mentre Palermo dal legale Giovanni Piazza. I familiari di Failla sono parti civili nel procedimento, attraverso l’avvocato Giovanni Bruscia. Già nei precedenti gradi di giudizio gli era stato riconosciuto il diritto al risarcimento dei danni. Gli altri imputati sono difesi dagli avvocati Flavio Sinatra ed Eliana Zecca.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here