Droga da Gela a Caltanissetta, cadono accuse più pesanti per i gelesi: nove condanne
Secondo gli investigatori, i gelesi rifornivano i pusher di Caltanissetta Assolto un altro gelese, Gianluca Raniolo
Gela. Un traffico di droga che condusse i pm nisseni e i carabinieri a concretizzare il blitz ribattezzato “Drug store”. Secondo gli investigatori, i gelesi rifornivano i pusher di Caltanissetta. Sono nove, in abbreviato, le condanne. Per i gelesi Giovanni Rinzivillo e Luigi Rinzivillo, il gup del tribunale nisseno ha escluso l'aggravante mafiosa e fatto venire meno le ipotesi più gravi che gli venivano contestate, compresa quella dell'associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Così, per Giovanni Rinzivillo, difeso dal legale Filippo Spina, la condanna è a due anni e sei mesi a fronte degli undici anni e sei mesi richiesti dall'accusa. Per Luigi Rinzivillo, rappresentato dal legale Rosario Prudenti, la contestazione di mafia è stata esclusa e riqualificate le ipotesi di accusa più gravi, come quella di associazione. La pena finale è di due anni e tre mesi, rispetto a una richiesta del pm di sette anni di detenzione. Per gli investigatori, erano i gelesi a far arrivare ai nisseni consistenti forniture di sostanze stupefacenti, sotto la presunta egida del clan Rinzivillo. Cinque anni e dieci mesi sono stati imposti a Erik Giardina; sette anni e nove mesi per Alfonso Sanfilippo; cinque anni e cinque mesi a Emanuele Giardina; due anni e tre mesi per Giuseppe Ferro; un anno e nove mesi a Alex Lauria; due anni e sei mesi per Eros Castello; dieci mesi, con pena sospesa, a Jessica La Magra. I condannati dovranno risarcire il Ministero dell'interno. Alcuni degli imputati condannati, compresi i due gelesi, sono stati assolti per altre contestazioni. Assolto dalle accuse un altro gelese, Gianluca Raniolo, difeso dall'avvocato Davide Limoncello. Aveva una posizione meno grave rispetto agli altri imputati, quanto alle accuse mossegli. Assolta, infine, Maria Spoto.
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