Dove andranno i "crocettiani"? Vella, "nel centrosinistra ma il Pd di Di Cristina non ci interessa"
Gela. Non volteranno le spalle al centrosinistra, neanche alle urne di marzo, ma nel Pd, a cominciare da quello a guida Di Cristina, non rientreranno. I crocettiani sono in cerca di spazi politici, so...
Gela. Non volteranno le spalle al centrosinistra, neanche alle urne di marzo, ma nel Pd, a cominciare da quello a guida Di Cristina, non rientreranno. I crocettiani sono in cerca di spazi politici, soprattutto dopo che i vertici nazionali e regionali del partito hanno chiuso le porte all’ex presidente della Regione, neanche candidato in vista di marzo. Durante la visita in città di domenica scorsa, anche il presidente del Senato Pietro Grasso, adesso leader del gruppo a sinistra dei dem, “Liberi e Uguali”, ha detto no ad eventuali intese con Rosario Crocetta. Una decisione che ha voluto ribadire mentre ad attenderlo c’erano pure i fedelissimi dell’ex sindaco. “Non mi risulta alcun interesse ad alleanze con “Liberi e Uguali” – dice Enrico Vella che di Crocetta è uno dei principali referenti locali – noi siamo di centrosinistra e non rinneghiamo le scelte fatte, a differenza di altri che si sono già collocati nel centrodestra. Una cosa è certa, voteremo per il centrosinistra, senza tradire nessuno”.
“Questo Pd non ci interessa”. E’ chiaro, però, che dopo la fine dell’esperienza a Palazzo d’Orleans, Rosario Crocetta, intanto impegnato in un giro siciliano a sostegno della causa di un drastico cambiamento nel Pd, dovrà comunque trovare una collocazione nell’emisfero politico di centrosinistra, proprio insieme ai fedelissimi che non l’hanno abbandonato. “Eravamo all’incontro pubblico con Grasso – continua Vella – solo per rispetto della figura istituzionale. Parliamo pur sempre della seconda carica dello Stato. Non c’erano altre ragioni. Il rientro nel Pd? Se il Partito Democratico locale è quello guidato da Peppe Di Cristina, un partito spaccato e senza una connotazione cittadina, non ci interessa. In passato, abbiamo fatto una battaglia politica per rinnovarlo, a cominciare da quanto accaduto in città, ma ancora oggi a decidere sono sempre i soliti noti. Per questo motivo, ci siamo allontanati”.
11.1°