Di Stefano e Progetto civico Italia aprono dialogo: "Uniamo le anime civiche"
Il dialogo tra entità civiche come quella di Di Stefano, ormai nel centrosinistra, e Progetto civico Italia sembra più che possibile, in uno scenario in costruzione ma che parte inevitabilmente dall'esperienza dei territori e da una visione amministrativa
Gela. "Il centrosinistra può fare sintesi per un'alternativa a questo centrodestra del governo regionale, partendo anche da Progetto civico Italia". Il sindaco Terenziano Di Stefano, ancora una volta, non ha nascosto la sua scelta, progressista, aprendo, istituzionalmente, l'incontro dei civici di Progetto civico Italia, nato da contesti nazionali e che sul territorio sta prendendo piede, anche in città. "Il nostro civismo - ha proseguito Di Stefano - è legato a questo territorio a differenza di un'esperienza più nazionale come quella di Progetto civico Italia. La sintesi si può fare davanti a un centrodestra che non è per nulla compatto". Il comitato cittadino è affidato all'ex consigliere comunale, già dem, Giacomo Gulizzi, che ha esposto gli obiettivi. Questa mattina, il gruppo ha messo le basi per dare un riferimento in città. Al tavolo, il consigliere comunale nisseno e consigliere provinciale, Annalisa Petitto. Tra Di Stefano e il consigliere nisseno, già alle provinciali di un anno fa, ci fu un'intesa programmatica. Il sindaco, questa mattina, ha ribadito l'importanza dell'azione per il ripristino della piena legalità, a Caltanissetta e in Provincia, avviata proprio da Petitto, in una questione morale del tutto aperta, come dimostrato dalle recenti inchieste. "Il civismo può avvicinare il territorio alla politica - ha spiegato Petitto - reintrodurre le preferenze dirette, per noi, è essenziale così da evitare situazioni come quelle di Brambilla e Craxi, elette in questo territorio e mai viste. La mia candidatura a sindaco di Caltanissetta, nel 2024, consentì di ottenere il 49 per cento contro un blocco di potere che tre mesi prima faceva assunzioni di figli e parenti al Cefpas, per me da sempre un postificio. Così riporta la stampa. È necessario un fronte compatto di centrosinistra con una componente civica paritetica, al pari dei partiti". La vittoria di Di Stefano alle amministrative di due anni fa, per i dirigenti di Progetto civico Italia, è un modello dal quale prendere spunto. In sala, nella pinacoteca comunale, anche esponenti politici noti, dall'ex parlamentare Ars Lillo Speziale all'ex presidente del civico consesso Salvatore Sammito. C'erano il consigliere comunale di "PeR" Paolo Cafa' e l'ex assessore Mariangela Faraci. In videocollegamento, uno dei fondatori nazionali di Progetto civico Italia, l'assessore del Comune di Roma, Alessandro Onorato. "Vogliamo mettere insieme migliaia di amministratori locali, scelti dai cittadini - ha detto Onorato - possiamo cambiare il senso della coalizione di centrosinistra. Abbiamo esperienza e rispondiamo ai cittadini, direttamente. Non siamo quelli delle liste bloccate. Sicurezza, imprese e giovani, non sono temi del centrodestra, non dobbiamo lasciarglieli". Per Massimo Arena, ex dirigente provinciale del Pd e ora nel progetto, "dobbiamo metterci la faccia, partendo dai giovani". "Dobbiamo lottare contro lo spopolamento - ha precisato - le competenze giovanili se ne vanno altrove. Questo non è possibile. Ho sostenuto Di Stefano, due anni fa. Dobbiamo unire le anime civiche nel territorio. Abbiamo le competenze. Il sindaco Salis, a Genova, è riuscita a richiamare migliaia di giovani senza criminalizzarli. Cambiali in bianco a nessuno. Vogliamo concretezza e senza limitarsi alle dinamiche interne dei partiti. Per noi, esiste una sola politica, quella del fare". I dirigenti di Progetto civico Italia hanno invitato Di Stefano all'assemblea nazionale del gruppo. Nel corso degli interventi sono state ricordate le figure di Aldo Moro e Peppino Impastato. "Progetto civico ha la mission di un compromesso storico attualizzato - ha sottolineato il coordinatore regionale Carmelo Miceli - si mettano da parte gli egocentrismi. Superiamo il leaderismo sfrenato. Occorre un percorso condiviso per vincere le prossime elezioni. Fino a prima del referendum c'era chi riteneva che Meloni fosse invincibile. Dopo il referendum, tutto questo è messo in discussione. Non diamo però niente per scontato. Servono collegialità e bene comune. Sul Pnrr e sui cantieri ci deve essere un pieno interesse dei partiti del centrosinistra. Il sindaco Di Stefano va ascoltato. Il dibattito dei partiti non può essere concentrato solo sulle liste e sulla collocazione dei candidati. Dove sono le discussioni nei partiti? La nostra proposta politica è sulle discussioni reali e non sulle percentuali elettorali. Alla scadenza di giugno dei fondi Pnrr cosa accadrà nel novanta per cento dei Comuni? La sicurezza è un altro tema che dobbiamo sentirci addosso. Non puntiamo ai like ma a dare una casa politica a chi non si rivede nei partiti, compreso il sindaco di Gela". Il dialogo tra entità civiche come quella di Di Stefano, ormai nel centrosinistra, e Progetto civico Italia sembra più che possibile, in uno scenario in costruzione ma che parte inevitabilmente dall'esperienza dei territori e da una visione amministrativa comune.
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