Danni causati dalle piogge, Amato: "Bene il sindaco in prima linea ma serve prevenzione"
Secondo Amato, il sindaco farebbe bene a rivedere la composizione attuale della sua amministrazione comunale
Gela. I danni causati dalle piogge di ieri non sono fattori trascurabili. Dal gruppo di “Europa Verde” arriva un monito indirizzato soprattutto al sindaco Terenziano Di Stefano. “È bastata la prima vera pioggia settembrina per trasformare diverse strade della città in fiumi. Dal lungomare all’orto Pasqualello, da via Venezia a Settefarine e a Villaggio Aldisio, ancora una volta sono stati cittadini e commercianti a pagare il prezzo dell’acqua, del fango e dei disagi. Per un momento è sembrato di essere dentro un cartone animato ma purtroppo qui non c’è nulla di divertente. Dietro ogni strada allagata ci sono persone che lavorano, famiglie che hanno paura e commercianti che devono fare i conti con danni e perdite. Particolarmente significativo quanto accaduto all’orto Pasqualello, inaugurato appena poche settimane fa e oggi pesantemente colpito da acqua e fango. Una situazione che merita una riflessione anche alla luce della segnalazione pubblica fatta nei giorni scorsi da esponenti di associazioni sulle criticità dell’area”, dice il referente locale di “Europa Verde” Angelo Amato. Secondo lo stesso Amato, il sindaco farebbe bene a rivedere la composizione attuale della sua amministrazione comunale. “Non è sciacallaggio politico ma il dovere di chi fa politica è di ascoltare chi oggi sta pagando sulla propria pelle. Abbiamo visto risorse importanti per l’estate gelese ma la prima pioggia ci ricorda che una città ha bisogno anche di manutenzione, prevenzione e sicurezza. Riconosco l’impegno del sindaco – prosegue Amato - che oggi è stato in prima linea sul territorio. Proprio per il bene della città, però, credo sia arrivato il momento di valutare anche il lavoro dei singoli assessori e, se necessario, avere il coraggio di cambiare. I cittadini non possono essere spettatori non paganti di uno spettacolo che, invece, pagano sulla propria pelle. Gela non ha bisogno di aspettare la prossima pioggia per scoprire i suoi problemi. Ha bisogno di prevenzione, manutenzione e amministratori capaci di intervenire prima dell’emergenza”.
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