"Da Ghelas al bilancio, risultati", Faraci: "No a protagonismi, chi si candida a regionali lasci giunta"
Faraci, componente della commissione consiliare sviluppo economico, non trascura per nulla i punti delicati del rapporto con la burocrazia municipale ma guarda pure a una dimensione più politica
Gela. Tra i civici, è uno degli esponenti di lungo corso, fondatore, insieme al sindaco Terenziano Di Stefano, di “Una Buona Idea”, arrivato al suo secondo mandato in consiglio comunale. Il consigliere Rosario Faraci non ha mai nascosto anche posizioni non sempre convergenti rispetto al resto del gruppo, su precisi temi. “Quanto fatto fino a oggi dal sindaco e dall'amministrazione su questioni molto delicate, come il contratto Ghelas, o sviluppando progetti come l'apertura di “Macchitella lab” e la prospettiva del polo “Sinapsi”, per me sono tutti aspetti positivi – dice – sul bilancio stabilmente riequilibrato, non ho mai avuto dubbi. Il sindaco si è impegnato personalmente, insieme al dirigente e alla struttura tecnica. Attendiamo la decisione ministeriale e da quel momento bisognerà lavorare per aumentare il potere di spesa su obiettivi precisi per la città e soprattutto dovremo cercare di agire attraverso l'innesto di personale che sia veramente valido e possa così dare una prospettiva al nostro ente, anche qualora non venissimo rieletti". Faraci, in più occasioni, in aula consiliare, ha sottolineato le storture di una burocrazia comunale che non sempre ha dato soluzioni valide e avanzato proposte per efficientare il processo amministrativo. “Mi trovo spesso d'accordo con il sindaco su più ambiti amministrativi – aggiunge – dobbiamo progressivamente rivolgere l'attenzione a ciò che andrà fatto in questa fase. Le manutenzioni viarie sono molto importanti, data la condizione delle strade. Però, questi interventi vanno condotti con fondi della spesa corrente. Ci penserei due volte a destinare somme che sono invece previste per lo sviluppo economico. Non sono per nulla d'accordo sullo sblocco delle compensazioni per la manutenzione delle strade. Gli interventi sulla viabilità non si possono organizzare con una sorta di bancomat. Ne ho già parlato con l'assessore ai lavori pubblici Luigi Di Dio. Sono dell'idea che sia meglio stringere la cinghia in questo periodo e poi, il prossimo anno, prevedere un fondo specifico in bilancio che ci permetta di avere risorse certe per le manutenzioni. Sicuramente, ritengo che sui ripristini debba valere il principio fideiussorio e lo inserimmo nel regolamento. Però, evidentemente, qualcuno negli uffici lo ha dimenticato”. Faraci, componente della commissione consiliare sviluppo economico, non trascura per nulla i punti delicati del rapporto con la burocrazia municipale ma guarda pure a una dimensione più politica. “Se ci saranno le condizioni – sottolinea – è giusto che il sindaco possa pensare a una rivisitazione in giunta. In questa fase, con le prossime regionali che già si fanno sentire, è evidente che bisognerà stare attenti ai protagonismi ingiustificati. E' normale che ci sia qualcuno che cerca di avere più spazio. Sono iniziati i passaggi da un gruppo all'altro. Ma chi è poco valido gradualmente si scioglierà. Ci sono tanti con i piedi per terra e a tutti suggerirei una sana modestia. L'ho sempre detto, anche in precedenza, rimango dell'idea che chi decide di candidarsi alle regionali deve lasciare la giunta. Quella che stiamo affrontando non è una fase nuova. Ne abbiamo viste tante”. Il consigliere di “Una Buona Idea” non fa richiami diretti ma rimarca quello che è un concetto, da lui sovente sostenuto. In queste settimane, in maggioranza, non mancano le voci. Al contempo, Faraci sembra piuttosto convinto che il sindaco Di Stefano abbia capacità tali da riuscire a gestire i rapporti con gli alleati. “Problemi interni, magari nei rapporti personali, possono esserci in tutti i gruppi – precisa – però, sono questioni che vanno affrontate nei partiti. Se non si risolvono, significa che in quel caso manca una leadership. Ma, appunto, sono questioni interne”. Invece, il consigliere allontana qualsiasi ipotesi che non lo veda nel contesto civico. “L'Mpa? Se avessi voluto candidarmi tra gli autonomisti, avrei potuto farlo senza problemi. Lo sanno tutti – conclude – a me, non piacciono i cambi di casacca. Fondai “Una Buona Idea”, insieme anche al sindaco, perché non mi appassionano gli schemi dei partiti”.
12.5°