Da Frida a Giulia: l’arte che educa e ricorda dell’ I.C. San Francesco- Capuana

Tra arte, testimonianze e la performance del sand artist Fabio Ingrassia, l’evento diventa anche un omaggio a Giulia Cecchettin e un forte messaggio contro la violenza

06 maggio 2026 11:26
Da Frida a Giulia: l’arte che educa e ricorda dell’ I.C. San Francesco- Capuana -
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Gela.Una mattinata intensa di arte, memoria e partecipazione quella vissuta al Teatro Eschilo dove l’Istituto Comprensivo “San Francesco – L. Capuana” ha dato vita all’evento “Art Edu Care – Primavera delle Arti”.

Protagonisti assoluti gli studenti che sul palco si sono esibiti  portando i grandi nomi femminili: dalla scrittrice Grazia Deledda alla ballerina Carla Fracci ,passando per Rita Levi Montalcini. Inoltre ,guidati dalla docente Nuccia Scicolone, hanno realizzato un murales dedicato a Frida Kahlo, simbolo universale di forza, identità e libertà espressiva.La docente , anima del progetto, ha raccontato il percorso creativo "Abbiamo lavorato insieme ai ragazzi per trasformare l’arte in uno strumento di riflessione. Frida è diventata un ponte per parlare di identità, fragilità e coraggio". La scopertura dell’opera ha rappresentato uno dei momenti più emozionanti della giornata. La dirigente scolastica Maria Lina La China ha sottolineato il valore educativo dell’iniziativa "Questo progetto dimostra come la scuola possa essere un laboratorio vivo di cultura e cittadinanza attiva, capace di formare non solo studenti ma persone consapevoli".

Grande emozione anche nelle parole della giovane studentessa che ha interpretato Frida Kahlo durante la manifestazione «Vestire i panni di Frida mi ha fatto sentire forte. Ho capito quanto sia importante esprimere sé stessi senza paura».

L’assessore all’Istruzione Peppe Di Cristina ha evidenziato il ruolo delle istituzioni "Sostenere iniziative come questa significa investire nel futuro. L’arte è un linguaggio potente per educare al rispetto e alla legalità".

A rendere ancora più suggestiva la mattinata è stata la performance del sand artist Fabio Ingrassia, che attraverso la sabbia ha dato vita a immagini cariche di significato, emozionando il pubblico presente.

L’artista ha spiegato "La sabbia è fragile, proprio come la memoria. Con le mie opere cerco di raccontare storie che restano nel cuore anche quando l’immagine svanisce".

L’evento ha voluto anche rendere omaggio a Giulia Cecchettin, attraverso il tema “Volevo solo scomparire in un abbraccio”, invitando a riflettere sulla violenza di genere e sull’importanza del rispetto reciproco.

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