"Cosentino aggregava, fu scelta migliore", Licata: "Centrodestra sconfitto dall'arroganza di altri"

"Noi siamo centristi - dice Licata - non è detto che dobbiamo per forza stare nel centrodestra. In città non esiste, manca una progettualità. È ostaggio di personalismi"

11 marzo 2026 17:30
"Cosentino aggregava, fu scelta migliore", Licata: "Centrodestra sconfitto dall'arroganza di altri" - Licata insieme all'ingegnere Grazia Cosentino
Licata insieme all'ingegnere Grazia Cosentino
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Gela. "La candidatura dell'ingegnere Cosentino? Non la rinneghiamo affatto. In quel momento, era la scelta migliore, capace di aggregare il centrodestra e altre forze centriste". Il commissario locale della Dc Giuseppe Licata, due anni fa, fece parte del gruppo a sostegno dell'ormai ex consigliere comunale, candidata a sindaco e sconfitta al ballottaggio dal primo cittadino Terenziano Di Stefano. "Sembra quasi che la candidatura di Cosentino sia stata calata dall'alto - aggiunge Licata - non è così. È stata una scelta ponderata e certamente non solo voluta dalla Dc ma da tutti i partiti del centrodestra e non solo. Riusciva ad aggregare oltre ad avere indiscusse competenze. C'è chi parla senza neanche comprendere la differenza tra l'incompatibilità, che poteva essere sanata, e l'ineleggibilità, che è tutt'altra cosa". L'ingegnere si è congedata dall'assise civica, subito dopo la sentenza della Corte d'appello di Caltanissetta, che ha confermato la sua incompatibilità, riconoscendo il diritto al seggio all'avvocato Paolo Cafa', della lista "PeR". "Non dimentichiamo che l'ingegnere Cosentino era in testa a conclusione del primo turno delle amministrative - sottolinea Licata - poi, qualcuno ha voluto che perdesse e che non ci fosse la vittoria del centrodestra, facendo accordi e giochetti. Il centrodestra ha perso non certo a causa dell'ingegnere Cosentino o dei partiti ma per responsabilità di chi scelse, in maniera arrogante, di candidarsi comunque a sindaco, nonostante il suo stesso partito non lo avesse appoggiato. È inutile ritornare su questi discorsi, dopo due anni. Bisogna guardare al futuro". Secondo Licata, che in città guida un partito scosso dalle vicende giudiziarie che hanno colpito l'ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro, proprio il futuro del centrodestra locale non pare affatto così scontato né roseo. "Allo stato, il centrodestra non esiste - dice inoltre - è solo ostaggio di troppi personalismi. Non si riesce a pensare a un'idea di unità. La Dc è sempre stata leale. Abbiamo due consiglieri comunali e ci avviamo verso una nuova fase del partito. I nostri ideali non cambiano. Facciamo politica con trasparenza e nel rispetto della legalità". Il commissario apre scenari, fino a qualche tempo fa non proprio prevedibili. "Noi siamo centristi - continua - non è detto che dobbiamo per forza stare nel centrodestra. Due anni fa, abbiamo accettato un accordo basato su un candidato a sindaco che abbiamo sostenuto insieme ai partiti di centrodestra e a gruppi centristi. Però, non ci ritroviamo in un centrodestra che non riesce a esprimere un'idea progettuale di città, perché troppo preso dalle mire personalistiche di gruppi o di singoli. Noi continuiamo a lavorare per la città. Il sindaco Di Stefano? Siamo all'opposizione ma questo non significa mettersi contro la città. Il percorso è in una fase di evoluzione. Conserviamo un gruppo dirigente e uno zoccolo duro".

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