Conflitti interni al centrodestra del presidente Schifani affossano ddl enti locali: salta anche consigliere supplente
Poteva essere una norma da attuare nel caso dell'attuale vicesindaco Giuseppe Fava, che è anche consigliere comunale
Gela. Le rivalità interne alla maggioranza di centrodestra del presidente della Regione Renato Schifani, di fatto, hanno quasi del tutto azzoppato il ddl sugli enti locali, che sulla carta avrebbe potuto apportare novità nella governance politica, anche a Palazzo di Città. Se nelle scorse settimane è stata approvata la norma sulla rappresentanza di genere, prevedendo il quaranta per cento di presenza femminile nelle giunte, anche comunali, oggi è stato bocciato il provvedimento sul consigliere supplente, che avrebbe consentito a un consigliere comunale di accettare l'incarico di assessore, senza perdere il diritto al posto in aula. In questo modo, qualora ci fosse stato l'addio alla giunta sarebbe stato possibile rientrare in consiglio, dove intanto avrebbe presenziato il primo dei non eletti. Non sarà possibile, data la bocciatura dell'Ars. Poteva essere una norma da attuare nel caso dell'attuale vicesindaco Giuseppe Fava, che è anche consigliere comunale. Senza norma, Fava dovrebbe rinunciare al posto in consiglio se vorrà favorire l'ingresso del primo dei non eletti tra le file dem. In alternativa, fare un passo indietro dalla giunta e ricollocarsi solo in un ruolo consiliare, dando spazio a un altro esponente del partito nella squadra del sindaco Di Stefano. Pollice verso dell'Ars pure alla norma sul terzo mandato per i sindaci nei Comuni fino a 15 mila abitanti. Non si hanno invece notizie certe di un'eventuale norma sull'aumento del numero di assessori nelle giunte, che probabilmente sarebbe stata possibile solo con un emendamento ad hoc. Dato il clima dell'Ars, non pare pista praticabile.
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