Compostaggio, soluzione pubblica non ancora tramontata ma pochi spazi di manovra
“Se per la cessione del sistema di compostaggio – dice il sindaco Di Stefano – ci fosse stata una votazione, ieri, io sicuramente avrei detto no a soluzioni diverse da quella pubblica"
Gela. Ieri, come abbiamo riferito, il “primo tempo” della vicenda che tocca il sistema di compostaggio di Brucazzi, di proprietà dell'Ato Cl2 in liquidazione, si è concluso con un nulla di fatto. I sindaci dell'assemblea, convocati dal commissario Ato Giuseppe Lucisano, hanno optato per un rinvio, in attesa di valutare i passi possibili, in questa fase ormai conclusiva. Lucisano deve chiudere la liquidazione a stretto giro, così come vogliono gli stessi sindaci, ma deve incassare dalla vendita dell'ultimo asset rimasto in capo all'Ato, ovvero l'impianto di compostaggio. Una delle due offerte private, avanzata negli scorsi mesi, rimane più alta di quella di Impianti Srr, l'in house controllata dalla Srr4 e che già gestisce la piattaforma di Timpazzo e il servizio rifiuti in tutti i comuni dell'ambito. Il rinvio di ieri è stato sostenuto dai sindaci che vorrebbero mantenere pure il compostaggio sotto il “cappello” pubblico, attraverso appunto Impianti Srr. Tra questi, il primo cittadino gelese Terenziano Di Stefano, da sempre convinto che il ciclo dei rifiuti vada mantenuto sotto piena gestione pubblica. I prossimi giorni, fino al ritorno in assemblea, previsto per venerdì, dovrebbero servire a valutare se ci siano le condizioni per un allineamento dell'offerta di Impianti Srr, almeno per pareggiare quella privata. Pare che il management di Impianti, però, difficilmente avanzerà rilanci. Si fa fede sul valore del sistema di compostaggio definito da una perizia tecnica commissionata da Srr4. “Se per la cessione del sistema di compostaggio – dice il sindaco Di Stefano – ci fosse stata una votazione, ieri, io sicuramente avrei detto no a soluzioni diverse da quella pubblica. Per me e per il Comune di Gela che rappresento, il sistema di compostaggio e tutta la filiera dei rifiuti territoriale devono rimanere pubblici. Con una società pubblica, abbiamo certezze maggiori e una struttura che sa già come portare avanti il ciclo integrato. Non oso immaginare cosa potrebbe accadere con un privato per l'impianto di compostaggio, che già in passato ha creato difficoltà”. Se diversi Comuni sono allineati sulla soluzione pubblica, il Libero Consorzio, con il consigliere delegato Filippo Balbo (già sindaco di Butera e presidente del cda della Srr), ieri era pronto a esprimere il voto. Per il Libero Consorzio, come confermato da Balbo, deve prevalere l'offerta economicamente maggiore, pubblica o privata che sia, nell'interesse dell'ente e dei creditori, sostanzialmente sulla scia dei vertici di Ato.
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