"Centro del centrosinistra", all'assemblea regionale Faraone detta la linea: in città Di Stefano e Iv si studiano

La posizione espressa da Faraone è lapalissiana e proprio il parlamentare sancì l'alleanza con il sindaco, quando si trattò di costruire, alle provinciali, l'alternativa al centrodestra

12 gennaio 2026 21:28
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Faraone e Di Stefano
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Gela. Gli ultimi veri contatti politici risalgono ormai allo scorso anno, nell'imminenza delle elezioni provinciali, quando i renziani di Italia Viva decisero di sostenere la candidatura alla presidenza del sindaco Terenziano Di Stefano, nonostante l'anno precedente, alle urne delle amministrative, fossero dalla parte opposta. Dopo le provinciali, quello che sembrava un accordo ancora più ampio che avrebbe permesso al “modello Gela” di avere il pieno appoggio renziano, non si è mai concretizzato. E' inevitabile, però, che gli approcci ci saranno, nei prossimi mesi. Il parlamentare nazionale Davide Faraone, vicesegretario nazionale di Iv, nel fine settimana appena trascorso, durante l'assemblea regionale di “Casa riformista”, a Palermo, ha confermato che questa nuova esperienza si colloca lontana dalle politiche del premier Meloni, a Roma, e del presidente Schifani, in Regione. “Noi abbiamo l'ambizione, invece, di costruire programmi alternativi, naturalmente con una coalizione che abbia la forza per vincere”, ha detto. Faraone ha spiegato, espressamente, quali sono le interlocuzioni in atto, “con una serie di altre forze politiche con cui stiamo dialogando: dal Partito Socialista, a Progetto Civico Italia, +Europa, al movimento Drin Drin che, insieme a noi, costruiranno questo percorso dello spazio al centro del centrosinistra”. Di fatto, l'area di richiamo è quella nella quale è stato modellato il progetto del sindaco Di Stefano, che in città ha come alleati, tra gli altri, sia il Pd sia il Movimento cinquestelle. Però, in città, la scintilla non è ancora scoccata del tutto. I renziani, come a più riprese hanno spiegato i dirigenti cittadini e provinciali, non intendono accogliere un accordo preimpostato . Ci dovrà essere una programmazione precisa e la possibilità per Iv di esprimersi sul piano amministrativo. Se l'Ars dovesse approvare il dl “enti locali”, anche con la norma che può aumentare il numero di assessori in giunta, allora nuovi spazi potrebbero essere valutati e i renziani sembrano tra i papabili in un dialogo ancor più avanzato con il primo cittadino, che ha spesso richiamato le vicende di Iv e il ruolo importante che il partito potrebbe avere nell'esperienza di governo. “Casa riformista”, che si appresta all'assemblea nazionale, in consiglio può contare su Alberto Zappietro, che a sua volta rimane all'opposizione, in attesa di potenziali sviluppi. Fino a oggi, lui e il partito hanno voluto mantenere lo stesso orientamento del 2024 ma il dialogo istituzionale, man mano, è proseguito. I renziani, con Zappietro, hanno votato a favore del bilancio e non si sono tirati indietro neppure su altri atti dell'amministrazione Di Stefano. La posizione espressa da Faraone è lapalissiana e proprio il parlamentare sancì l'alleanza con il sindaco, quando si trattò di costruire, alle provinciali, l'alternativa al centrodestra. Qualche accenno, all'assemblea regionale, l'ha fatto rispetto al centrodestra siciliano. “Io credo che il centro e il centrodestra si stiano disgregando, la Dc è scomparsa ed è destinata sempre più ad estinguersi e la stessa cosa sta accadendo all'Mpa. Il centro del centrodestra non esiste più, per cui noi puntiamo ad essere un centro che, dentro il centrosinistra, può rappresentare un'attrazione anche per quel mondo”, ha concluso Faraone.

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