Cantieri, "Gela nova": "Per istituto Sturzo non basta consegna parziale, tempi certi per altri lavori"
Concentra l'attenzione su diversi cantieri, in città
Gela. I cantieri in corso in città, finanziati con vari strumenti istituzionali, sono ancora una volta al centro delle valutazioni del gruppo di “Gela nova”. Il segretario Vincenzo Cascino è scettico sule tempistiche e guarda soprattutto al cantiere dell'istituto “Sturzo”, di competenza del Libero Consorzio di Caltanissetta, oggetto di sopralluogo, in settimana, da parte del consigliere provinciale e comunale Antonio Cuvato. “Dopo anni di lavori e disagi per studenti e famiglie, parlare oggi di consegna parziale dello “Sturzo” non può rappresentare un risultato di cui ritenersi soddisfatti. È certamente positivo che una parte delle aule possa tornare disponibile, ma il vero traguardo sarà la riconsegna completa dell’istituto agli studenti. Soprattutto davanti alle stringenti tempistiche legate al Pnrr, non basta parlare di percentuali di avanzamento o consegne parziali: servono opere concluse, funzionanti e realmente fruibili. Parliamo di risorse importanti e di un’occasione che Gela non può permettersi di sprecare. Per questo bisogna continuare a lavorare e mantenere alta la vigilanza fino alla conclusione effettiva degli interventi”, dice l'esponente di “Gela nova”. Concentra l'attenzione anche su altri cantieri, in città. “L’attenzione non può fermarsi allo “Sturzo”. Abbiamo ancora cantieri che procedono a rilento, come quello del secondo tratto del lungomare. Piuttosto che festeggiare cantieri consegnati solo parzialmente, vigilerei sulla loro completa esecuzione, sul rispetto dei tempi e soprattutto sulla qualità delle opere realizzate. La speranza è che non si ripetano situazioni come quella dell’orto Pasqualello, dove già alle prime criticità sono emersi problemi che impongono una riflessione sull’effettivo risultato ottenuto a fronte dei milioni di euro di risorse pubbliche investite. Spendere i fondi non può essere considerato di per sé un risultato: bisogna spenderli bene e lasciare alla città opere complete, funzionali e capaci di durare nel tempo”, conclude.
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