Area di crisi ancora grande incompiuta, commissione industria del Senato inizia nuove verifiche

L'area di crisi e l'accordo di programma, almeno stando alle intenzioni iniziali, avrebbero dovuto costruire le basi per investimenti alternativi a quelli di Eni

12 febbraio 2026 07:30
Area di crisi ancora grande incompiuta, commissione industria del Senato inizia nuove verifiche -
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Gela. I troppi svarioni dell'area di crisi, che attualmente ha in dotazione somme complessive per poco meno di venti milioni di euro, ancora una volta saranno oggetto di disamina in parlamento. La commissione industria del Senato sta per riprendere un'attività di verifica su diverse aree di crisi italiane. Quella di Gela sarà tra le prime a essere sottoposta agli approfondimenti, insieme a quelle di Piombino e Torino. L'ordine di priorità è stato definito dalla stessa commissione. Già settimane fa, ci sono state prime audizioni. Il senatore Pietro Lorefice è tra i più attivi nel segnalare le manchevolezze di iter che si sono protratti nel tempo, senza mai avere un quadro completo di investimenti e progetti potenzialmente finanziabili. Fino a oggi, solo un investimento, nel ciclo del packaging, ha trovato la strada del finanziamento, partendo concretamente. Per il resto, null'altro. L'area di crisi e l'accordo di programma, almeno stando alle intenzioni iniziali, avrebbero dovuto costruire le basi per investimenti alternativi a quelli di Eni. Invece, i tempi di una burocrazia molto lenta e la normativa, probabilmente da adeguare, che regola la concessione dei finanziamenti, non hanno mai consentito di chiudere il cerchio. Gli accordi sulla riconversione del sito Eni risalgono a dodici anni fa ma gli investimenti dell'area di crisi continuano a latitare. L'amministrazione comunale ha voluto riattivare un tavolo di confronto con le parti sociali, che andrà ripreso prima possibile, anche a livello regionale.

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