Abusi su una minore in chiesa, in appello chiesta conferma condanna per ministrante
Spetterà alla difesa esporre le proprie conclusioni a fine aprile
Gela. La condanna è da confermare. La procura generale, questa mattina, ha chiesto di ribadire la pena a otto di reclusione che lo scorso anno la Corte d'assise di Caltanissetta dispose per un ministrante, accusato di abusi sessuali su una minorenne, al margine di attività parrocchiali, in città. Per il pg, come indicato davanti ai giudici della Corte d'assise d'appello nissena, la pronuncia di primo grado è da ribadire in pieno. Stessa linea espressa dalla parte civile, nell'interesse dei genitori della giovane e della stessa ragazza (oggi appena maggiorenne), con il legale Carmelo Tuccio. Già in primo grado era stato riconosciuto il diritto al risarcimento dei danni. Fu la ragazza, dopo alcuni anni dai fatti, a raccontare i primi particolari agli operatori del consultorio, accompagnata dai genitori. La Corte d'assise d'appello non ha accolto la richiesta volta a sentire nuovamente la giovane, al momento dei fatti minorenne, avanzata dal legale dell'imputato, l'avvocato Giuseppe Nicosia. Proprio la difesa ha impugnato la decisione di primo grado. Per il difensore, come espresso più volte durante il primo giudizio, ci sarebbero incoerenze nel racconto dei presunti abusi. Stando alle contestazioni, sarebbero avvenuti in una stanza della parrocchia di Villaggio Aldisio. Ricostruzione che il ministrante, attraverso il difensore, ha sempre negato. Spetterà alla difesa esporre le proprie conclusioni a fine aprile.
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