"Su ospedale impegni non concretizzati", civici: "FI? Presidio va avanti"

A oggi, gli impegni assunti dal governo regionale, sul fronte dell'aumento del numero di medici tra i reparti dell'ospedale Vittorio Emanuele e al pronto soccorso, non si sono concretizzati

17 settembre 2026 23:53
"Su ospedale impegni non concretizzati", civici: "FI? Presidio va avanti" -
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Gela. Come ampiamente annunciato dal sindaco Terenziano Di Stefano, la mobilitazione per il potenziamento del sistema sanitario cittadino va avanti. A oggi, gli impegni assunti dal governo regionale, sul fronte dell'aumento del numero di medici tra i reparti dell'ospedale Vittorio Emanuele e al pronto soccorso, non si sono concretizzati. I civici di "Una Buona Idea" supportano la linea della mobilitazione a oltranza, fino a quando non arriveranno segnali concreti. "Dopo quarantacinque giorni di presidio, tanti annunci e numerose promesse, una cosa è evidente: negli ospedali del nostro territorio non si è ancora visto alcun cambiamento concreto. I nuovi medici non sono arrivati, gli organici continuano a essere insufficienti e il pronto soccorso, soprattutto nelle ore notturne, rimane in una situazione di grave difficoltà. I finanziamenti e i progetti annunciati saranno importanti quando diventeranno servizi realmente disponibili. Oggi, però, restano impegni ancora da realizzare", fanno sapere i civici. Ai dirigenti di Forza Italia che spingono per la fine del presidio, i civici pongono oggettivi rimandi politici e pratici. "Troviamo incomprensibile la richiesta di Forza Italia di interrompere il presidio. Proprio quella mobilitazione ha costretto Regione e Asp ad ascoltare il territorio e a riportare la sanità gelese al centro del confronto istituzionale. Sospenderla adesso significherebbe accontentarsi nuovamente delle parole. La denuncia del sindaco Terenziano Di Stefano, inoltre, non è isolata. Anche il sindaco di Niscemi Massimiliano Conti ha sostenuto la protesta e ha rappresentato le difficoltà sanitarie della propria comunità. Dalla Conferenza provinciale è emerso un malcontento che coinvolge l’intero territorio: carenza di personale, servizi insufficienti, guardie mediche in difficoltà e liste d’attesa troppo lunghe. Persino il sindaco di Caltanissetta Walter Tesauro ha sottolineato che gli impegni assunti devono trasformarsi in fatti e risultati verificabili. È quindi evidente che non siamo davanti a una battaglia personale o elettorale del sindaco di Gela, ma a una richiesta condivisa da più amministratori e da migliaia di cittadini. Prima di chiedere la fine del presidio, qualcuno dovrebbe spiegare quanti nuovi medici abbiano effettivamente preso servizio, quali reparti siano stati realmente potenziati e quali emergenze siano state definitivamente superate. Fino a quando queste risposte non arriveranno, il presidio deve continuare. Non contro qualcuno, ma a difesa del diritto alla salute di Gela, Niscemi e di tutto il territorio. Speriamo nel buon prosito di tutte le parti politiche perché le promesse non curano i pazienti. Servono medici, servizi e risultati concreti", concludono.

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