Spazio civico: "Quella dell'amministrazione è una battaglia di civiltà, sbaglia chi vuole dividere"
"Spazio civico" lancia un appello
Gela. La rete di "Spazio civico", fin dall'esordio, condivide l'esigenza di una netta inversione di marcia intorno alla sanità locale e supporta l'iniziativa del sindaco Terenziano Di Stefano e della sua amministrazione comunale. "Sulla sanità non ci sono maggioranza e opposizione. C'è chi difende il territorio
e chi lo indebolisce. Da tre giorni, davanti all'ospedale "Vittorio Emanuele", si sta consumando qualcosa che va ben oltre una protesta. Si sta consumando una scelta. Da una parte ci sono cittadini, amministratori e istituzioni che chiedono con forza ciò che spetta a questo territorio: in primis servizi adeguati, personale, certezze e rispetto e poi un nuovo ospedale. Dall'altra c'è, ancora una volta, il silenzio della Regione Siciliana. È proprio questo silenzio che dovrebbe indignare ogni forza politica, e non essere
perplessi ad assistere al tentativo di trasformare una mobilitazione istituzionale nell'ennesimo terreno di scontro politico. Quando un sindaco sceglie di trasferire
simbolicamente il cuore dell'amministrazione davanti all'ospedale, il tema non è il luogo della protesta. Il tema è il grido di un territorio che chiede di non essere più
ignorato. Chi oggi si sofferma sul metodo - fanno sapere da "Spazio civico" con il dirigente Giovanni Scicolone - sul presidio o sulle strategie comunicative rischia di
perdere di vista il punto centrale: migliaia di cittadini del comprensorio di Gela attendono risposte che continuano a non arrivare. È su questo che dovrebbe concentrarsi ogni energia politica. "Spazio civico" condivide pienamente le parole del sindaco Terenziano Di Stefano quando afferma che questa non è una battaglia politica, ma una battaglia di dignità, di giustizia e di rispetto. Proprio per questo riteniamo che chi sceglie di trasformarla in una polemica contro il sindaco commetta un errore politico e istituzionale. Perché mentre il territorio si divide, la Regione continua a tacere. Oggi il problema non è stabilire chi abbia ragione tra maggioranza e opposizione. Il problema è capire se vogliamo presentarci davanti alla Regione come un territorio unito oppure come una comunità che continua a consumare le proprie energie in polemiche interne. La sanità non appartiene a un'amministrazione comunale, né a un partito. Appartiene ai cittadini. Appartiene alle famiglie che attendono mesi per una visita, agli anziani costretti a spostarsi fuori provincia, ai medici e agli infermieri che ogni giorno tengono in piedi un sistema sempre più in difficoltà. È a loro che la politica deve delle risposte, non l'ennesima stagione di scontri. Per questo "Spazio civico" rivolge un appello a tutte le forze politiche, ai parlamentari regionali e nazionali, ai sindaci del comprensorio, alle associazioni e ai cittadini: unitevi a questa battaglia. Ognuno con il proprio ruolo, ma con un unico obiettivo. Perché quando è in gioco il diritto alla salute non esistono avversari politici, esiste
soltanto il dovere di difendere il territorio. Una cosa deve essere chiara a tutti: i cittadini dimenticheranno i comunicati, le polemiche e le dichiarazioni. Non dimenticheranno, invece, chi in questi giorni ha scelto di stare accanto al proprio ospedale e chi, pur avendone l'occasione, ha preferito restare spettatore o alimentare divisioni". Per i civici, inoltre, "la storia di questa battaglia non sarà scritta da chi avrà parlato di più ma sarà scritta da chi avrà avuto il coraggio di difendere il diritto alla salute di un intero territorio. La sanità non è una bandiera di partito. È il diritto di un territorio".
32.6°