Progetto CARG, univeristà siciliane a lavoro per la “Carta Gela “

Riparte la cartografia geologica: università e istituzioni insieme per conoscere e proteggere il territorio

19 febbraio 2026 10:58
Progetto CARG, univeristà siciliane a lavoro per la “Carta Gela “ -
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Gela. Dopo oltre vent’anni senza un aggiornamento sistematico, la carta geologica del territorio di Gela torna al centro dell’attività scientifica e istituzionale. L’obiettivo è chiaro: conoscere in modo approfondito il sottosuolo per pianificare meglio, prevenire i rischi e affrontare criticità sempre più evidenti, come l’erosione marina lungo la costa.

Il lavoro rientra nel rilancio del Progetto CARG (Cartografia Geologica d’Italia), rifinanziato con la legge di bilancio 2019 e operativo dal 2020 tramite l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). Un’iniziativa nazionale che punta ad aggiornare in chiave moderna e digitale le carte geologiche del Paese, strumenti fondamentali per la pianificazione territoriale.

A sottolineare l’importanza dell’intervento è stato il senatore Pietro Lorefice , che ha ricordato come il Movimento 5 Stelle abbia sostenuto il rifinanziamento del progetto per dotare le regioni di strumenti aggiornati “In un Paese dove oltre l’80% del territorio è esposto a rischio idrogeologico, disporre di cartografie moderne significa poter programmare interventi mirati e ridurre la vulnerabilità” ha dichiarato il Senatore.

Il tema non è solo politico: è soprattutto tecnico e scientifico. La conoscenza geologica di base rappresenta infatti il punto di partenza per qualsiasi studio di dettaglio, dalla valutazione del rischio sismico alla gestione delle risorse idriche, fino alla pianificazione urbanistica.

In Sicilia sono coinvolti diversi atenei. L’Università degli Studi di Catania, e l’Università degli Studi di Palermo stanno collaborando per aggiornare vari fogli cartografici, tra cui quelli di Ragusa, Siracusa, Sciacca e Gela.

La professoressa Agata Di Stefano, ordinaria di Geologia stratigrafica e Geologia marina a Catania, ha evidenziato come una carta aggiornata consenta di intervenire tempestivamente anche dopo eventi critici, come quelli recentemente verificatisi nel territorio di Niscemi. Disporre di dati digitali aggiornati permette analisi rapide e valutazioni più precise.

Anche il professor Maurizio Gasparo Morticieri,docente di geologia strutturale dipartimento di scienze della terra e del mare università di Palermo, ha spiegato il metodo di lavoro: si parte dall’osservazione degli affioramenti in superficie, analizzando morfologia e litologia, per poi integrare i dati con perforazioni, carotaggi e indagini geofisiche. L’insieme di queste informazioni consente di costruire un modello geologico tridimensionale del sottosuolo, base imprescindibile per ogni forma di progettazione.

Particolare attenzione è rivolta al completamento del Foglio Gela. L’assessore Franzone ha ribadito che conoscere la composizione del sottosuolo è fondamentale non solo per la pianificazione urbana, ma anche per comprendere fenomeni come l’erosione marina, che negli ultimi anni ha interessato ampi tratti del litorale. In un contesto fragile come quello italiano – esposto a rischi idrogeologici, sismici e costieri – la cartografia geologica aggiornata rappresenta un’infrastruttura invisibile ma essenziale.L’aggiornamento delle carte geologiche non è solo un adempimento tecnico: è un investimento sulla sicurezza e sulla conoscenza del territorio. Comprendere “di cosa è fatto” il sottosuolo significa poter prevenire, programmare e intervenire con maggiore consapevolezza.

Per Gela e per l’intera Sicilia, il completamento del foglio geologico rappresenta dunque un passaggio decisivo: uno strumento scientifico che potrà orientare le scelte future e contribuire alla tutela di un territorio tanto ricco quanto delicato.

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