Porto, comitato: "Consiglio ha assunto impegni precisi, si passi ai fatti"
Il comitato pro-porto, che ha preso parte alla seduta consiliare, con l'intervento del presidente Massimo Livoti, richiama proprio il contenuto degli impegni assunti dall'assise civica
Gela. In settimana, il consiglio comunale ha dato mandato al sindaco Terenziano Di Stefano di revocare, qualora non dovesse arrivare alcun riscontro dall'Autorità portuale della Sicilia occidentale, l'accordo per i lavori nel porto rifugio, mai avviati, destinando ad altri usi i quattro milioni di euro delle compensazioni Eni. Il comitato pro-porto, che ha preso parte alla seduta consiliare, con l'intervento del presidente Massimo Livoti, richiama proprio il contenuto degli impegni assunti dall'assise civica. “La città ha espresso ancora una volta con chiarezza la propria esigenza: il porto deve tornare ad essere un’infrastruttura funzionante al servizio della comunità, della pesca, della nautica, della sicurezza e dello sviluppo economico. Durante la seduta è emersa la necessità di ottenere tempi certi e un cronoprogramma degli interventi. Il consiglio comunale ha dato indirizzi al sindaco per valutare anche la revoca degli accordi qualora non arrivino risposte immediate sull’utilizzo delle risorse destinate ai lavori. La città non può più attendere. I problemi di insabbiamento e la mancata piena operatività del sito rappresentano da anni un danno per il territorio. Le risorse economiche previste per il porto devono trasformarsi in opere reali e verificabili. Ringraziamo quanti hanno partecipato al confronto istituzionale e quanti, a vario titolo, hanno sostenuto la battaglia per il porto. Ora però la politica, a tutti i livelli, deve assumersi la responsabilità di passare dalle parole ai fatti”, fanno sapere dal comitato. I componenti insistono su “un cronoprogramma ufficiale degli interventi; chiarezza sulle risorse disponibili; tempi certi per il ripristino della funzionalità portuale; attenzione da parte di Regione, Autorità portuale e governo nazionale”. “Il porto rifugio non è una richiesta di parte, è una necessità della città e del suo futuro”, concludono.
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