Ipoteca compostaggio, Balbo con Di Stefano: "Rischio danno erariale, chiarire ruolo Polizzotto"

L'ex sindaco di Butera, in quota Mpa, pare a sua volta non avere più fiducia verso il management di Impianti Srr e su quella governance pone altri pesanti interrogativi

07 febbraio 2026 16:33
Ipoteca compostaggio, Balbo con Di Stefano: "Rischio danno erariale, chiarire ruolo Polizzotto" - Il sistema di compostaggio
Il sistema di compostaggio
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Gela. Nel ciclo locale dei rifiuti, la vicenda dell'ipoteca iscritta sull'impianto di compostaggio di Brucazzi, da parte della società Impianti Srr, che vanta un credito verso Ato Cl2 in liquidazione (proprietario del sistema di compostaggio) da oltre un milione di euro, si veste di evidenti tensioni istituzionali. Sembrava che il percorso per la vendita dell'impianto fosse ormai definito, con una due diligence affidata a una società specializzata, che doveva essere preludio a un'offerta da parte della Srr4. L'obiettivo, infatti, è mantenere l'impiantistica sotto controllo pubblico. L'ipoteca blocca l'evolversi di questo iter e ieri il sindaco Terenziano Di Stefano ha parlato chiaramente di uno “sgarbo istituzionale” di Impianti Srr, sottolineando come venga meno il rapporto di fiducia verso l'amministratore, l'ingegnere Giovanna Picone. Di Stefano ha scritto al presidente Srr Gianfilippo Bancheri per la convocazione di un'assemblea urgente. Una linea che trova l'assenso del referente provinciale con delega all'ambiente Filippo Balbo, oggi consigliere comunale a Butera, oltre al ruolo in provincia, e già sindaco buterese ed ex presidente della Srr4. “Sono completamente d’accordo con il sindaco di Gela. Preciso che una società interamente controllata ha il dovere se non l’obbligo, anche per non incorrere in conflitto di interessi, di rappresentare al cda e all’assemblea dei soci, specie quando si tratta di decisioni sensibili, le proprie intenzione e, perché no, ricevere l’autorizzazione su procedure e percorsi, per le quali l’assemblea dei soci si era pronunciata. L'amministratore unico della Impianti Srr, essendone al corrente, ha completamente disatteso la linea. Mi riferisco - dice - a precedenti assemblee dei soci durante le quali si è deliberato all'unanimità di mantenere pubblica l’impiantistica di Brucazzi, con annessi e connessi, e di attendere un'offerta da parte della Srr e di conseguenza della stessa Impianti, affinché ci potesse essere un passaggio dall’Ato alla gestione della Impianti, naturalmente corrispondendo la somma pattuita, anche per dare la possibilità al commissario liquidatore dell’Ato di concludere la sua attività, assolvendo al mandato ricevuto. Va considerato che Ato e Srr sono società costituite dagli stessi Comuni e dal Libero Consorzio, se non fosse che la Srr conta anche l’adesione di Piazza Armerina. Pertanto, agire contro Ato significa palesemente che i Comuni soci agiscono contro loro stessi. Ora, al netto che l’amministratore unico non conoscesse questo particolare, al netto dell'aver disatteso il deliberato della Srr circa l’acquisto dell’impianto di Brucazzi, agire, anche in ottemperanza a un giudizio, con assoluta autonomia e autorità contro Ato, significa colpire non il commissario liquidatore ma i Comuni componenti che ora sono costretti a rispondere di un decreto ingiuntivo, per oltre un milione di euro, di un precetto e di una ipoteca sull’impianto. Non potrà più essere venduto, anche attraverso una gara pubblica, e si compromette il processo di liquidazione, si compromettono le finanze dei cittadini, poiché le società pubbliche amministrano soldi pubblici”. E' evidente come Balbo supporti le valutazioni dure che ieri il sindaco Di Stefano, come abbiamo riportato, ha esposto sull'intera vicenda. L'ex sindaco di Butera, in quota Mpa, pare a sua volta non avere più fiducia verso il management di Impianti Srr e su quella governance pone altri pesanti interrogativi. “C'è il rischio di una responsabilità erariale, sulla quale bisognerà fare chiarezza. Risulta dagli atti che, per il procedimento di cui si parla, è stato nominato un avvocato, Antonietta Sartorio, che a quanto esercita nello studio dell’avvocato Stefano Polizzotto, con sede a Palermo, e che, riguardo all’ammontare dell’intero procedimento, riceverà un lauto compenso. Ci si chiede – aggiunge - chi pagherà questo lauto e legittimo compenso, considerato che l’Ato non ha soldi per procedere al pagamento dei creditori e ci si chiede cosa ne pensa l’avvocato Stefano Polizzotto, che risulta a oggi consulente legale di Impianti Srr nonché della Srr4, cioè della controllata e del controllore, contemporaneamente”. Il referente provinciale, come già indicato da Di Stefano, ritiene che la vicenda vada subito affrontata in assemblea. “Sono d’accordo con il sindaco di Gela, Terenziano di Stefano, e se me lo avesse chiesto avrei sottoscritto anche io la nota per un'assemblea urgente, per avere contezza da parte del presidente Bancheri, rispetto a quanto sollevato dallo stesso Di Stefano circa la perdita di fiducia verso il management di Impianti. Bisogna capire – conclude - come si vuole procedere per dare al territorio la giusta visibilità, che non potranno mai avere persone estranee a una determinata area territoriale”.

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