Visita del vescovo nelle scuole, la protesta di Antonio Messina: lettera al Provveditore e al ministro Valditara
Antonio, vittima di abusi scrive a Provveditore e ministro Valditara: «Inopportuna la visita del vescovo nelle scuole». Nessuna risposta.
Enna. Una comunicazione formale indirizzata all’Ufficio scolastico territoriale di Caltanissetta ed Enna e al Ministero dell’Istruzione e del Merito apre un nuovo fronte sul caso della visita pastorale del vescovo di Piazza Armerina, monsignor Rosario Gisana, prevista in questi giorni anche in alcune scuole di Aidone.
A scrivere è Antonio Messina, vittima di abusi da parte dell’ex sacerdote Giuseppe Rugolo, nella diocesi di Piazza Armerina, che il 15 gennaio scorso ha trasmesso una nota ufficiale al dirigente dell’Ufficio V – Ambito territoriale di Caltanissetta ed Enna e alla dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo “Falcone-Cascino”. Nel documento Messina manifesta la propria contrarietà alla presenza del vescovo nelle scuole dell’obbligo, definendo l’iniziativa «inopportuna sotto il profilo educativo e istituzionale».
«La scuola è un’istituzione dello Stato e ha il dovere di tutelare i minori e trasmettere valori di legalità e responsabilità», scrive Messina, spiegando che la presenza del vescovo «rischia di veicolare un messaggio distorto agli studenti, soprattutto alla luce di quanto emerso in sede giudiziaria».
La posizione espressa richiama quanto accertato nel procedimento penale a carico del sacerdote Giuseppe Rugolo. In particolare, viene citata la sentenza del Tribunale penale di Enna del 5 marzo 2024, che individua profili di responsabilità omissiva dell’ordinario diocesano in relazione alla tutela dei minori. «Non si tratta di fede o di appartenenza religiosa – precisa Messina – ma di atti giudiziari che pongono un problema di coerenza istituzionale».
Nella comunicazione viene inoltre ricordato che monsignor Gisana risulta imputato per il reato di falsa testimonianza, contestato in relazione alle dichiarazioni rese durante lo stesso procedimento, conclusosi con la condanna in appello di Rugolo. «Nel pieno rispetto della presunzione di innocenza – sottolinea Messina – ritengo comunque necessario interrogarsi sull’opportunità di offrire una tribuna istituzionale a chi è coinvolto in procedimenti di questo tipo».
Il documento pone l’accento sul ruolo della scuola come presidio di legalità e tutela dei minori e segnala come, secondo quanto riferito, negli istituti coinvolti non risultino promossi momenti di informazione o prevenzione sul tema degli abusi. «Non risultano iniziative che diano spazio alle vittime o che affrontino apertamente il tema della protezione dei minori», si legge nella nota.
Nella parte finale Messina chiede di conoscere le motivazioni che hanno portato le istituzioni scolastiche a consentire la visita pastorale e indica l’opportunità di informare il Ministero dell’Istruzione e del Merito. «Ho ritenuto doveroso rivolgermi anche al ministro Valditara – afferma – perché qui è in gioco il ruolo della scuola pubblica e la credibilità delle istituzioni».
Il richiamo conclusivo riguarda il significato simbolico dell’Istituto comprensivo “Falcone-Cascino”, intitolato a Giovanni Falcone. «Quel nome richiama un impegno preciso per la legalità e la verità – scrive Messina – valori che dovrebbero guidare ogni scelta educativa».
Secondo quanto riferito, alla comunicazione inviata il 15 gennaio non sarebbe pervenuta alcuna risposta da parte degli uffici competenti. La vicenda risulta ora all’attenzione del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
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