La presunta mazzetta e i 2 mila euro in auto, Mancuso si difende: "Mai preso soldi"
Si sono conclusi gli interrogatori. Il gip deciderà se accogliere la richiesta di arresti domiciliari. I 2 mila euro erano nascosti in un'auto, peraltro con una dicitura che rimanda a un “trasferimento” di un operatore sanitario, pare gelese
Caltanissetta. Tutti si sono detti estranei alle contestazioni mosse dai pm della procura di Caltanissetta, che indagano su presunti episodi corruttivi, che coinvolgerebbero soprattutto il parlamentare Ars di Forza Italia Michele Mancuso. Si sono conclusi gli interrogatori e il gip deciderà se accogliere le richieste dei pm, che per Mancuso e per il suo collaboratore, Lorenzo Tricoli, chiedono gli arresti domiciliari. Il deputato è stato sentito dal gip e ha escluso di aver preso soldi per favorire la concessione di un finanziamento regionale all'associazione “Genteemergente”, riconducibile a parenti di Tricoli. Avrebbe riferito che il richiamo, nelle intercettazioni, a soldi in busta era per un regalo in occasione del proprio compleanno “ma alla fine mi regalarono un maglione”, ha precisato. Su Mancuso, però, la procura muove ulteriori accuse, che si concentrano su una somma di duemila euro in contanti, ritrovata dagli investigatori all'interno dell'auto intestata alla moglie, nascosti sotto un tappetino, peraltro con una dicitura che rimanda a un “trasferimento” di un operatore sanitario, pare gelese. Gli inquirenti non escludono che possa trattarsi di denaro ottenuto proprio per favorire il trasferimento dell'operatore. Il deputato Ars, difeso dal legale Alberto Fiore, ha però sostenuto che quei soldi erano solo “un regalo” di sua suocera alla moglie. Secondo la versione resa dall'esponente azzurro, sarebbe stato lui stesso, durante le perquisizioni condotte dalla polizia, a indicare la presenza di denaro in quella vettura. Lo stesso Tricoli ha respinto gli addebiti, parlando di incontri con Mancuso che erano quasi quotidiani. Ha negato la dazione di denaro per favorire l'associazione “Genteemergente”, riconducibile a Ernesto Trapanese, Manuela Trapanese e Carlo Rizioli.
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