Gela, Lo Bianco: "Amareggiato perché si poteva anche ambire al titolo"
Il Gela torna a viaggiare sulle ali dell’entusiasmo dopo le due vittorie ottenute contro Ragusa e Messina all’insegna del sacrificio e del coraggio.
Gela. Il Gela si gode il momento favorevole dopo i due successi consecutivi e lo fa nel segno del gruppo, tema approfondito a più riprese durante la stagione e spesso decisivo per scacciare via i momenti bui. Le vittorie di cuore e sacrificio ottenute contro Ragusa e Messina portano a trenta punti il club locale, a -3 dai playoff ma a +10 dalla zona rossa della graduatoria. Sei punti ottenuti nelle ultime due settimane che concedono a Maltese e compagni di prendere un’enorme boccata d’aria fresca, con la salvezza che mano a mano si fa sempre più vicina. Un dubbio, però, assale la mente di tanti appassionati: senza uscite eccellenti e con altre scelte ad inizio stagione, a cosa avrebbe potuto ambire il Gela?
“Questa è una squadra che poteva ambire a fare cose importanti e secondo me il gruppo costruito ad inizio stagione poteva provare a vincere il campionato, sono amareggiato per questo - dichiara ai microfoni di Bar Sport Aurelio Lo Bianco, direttore sportivo del Gela -. Le basi per il prossimo anno ci sono sempre state, ho sempre lavorato nel lungo termine e mai nel breve. Basti pensare al caso di Andrea Petta, che ha deciso di rimanere con noi e nei prossimi giorni rinnoverà il contratto anche per il prossimo anno. Questo fa capire che a Gela la voglia di fare grandi cose c’è”.
Parole che danno fiducia al pubblico gelese, che ha necessità di rassicurazioni dopo un grande numero di boccate amare digerite negli ultimi anni. Adesso, però, sembra che qualcosa stia cambiando, e se n’è accorta anche la città, che non ha fatto mancare il suo sostegno alla squadra in occasione della sfida contro il Messina, vinta poi all’87’ grazie alla rete di Flores Heatley.
“Le contestazioni come le gioie esistono nel calcio ed è giusto così. Abbiamo vissuto un momento particolarmente buio con tante sconfitte consecutive e penso sia normale che una piazza che vive di calcio come Gela ti contesti - conclude il direttore sportivo -. Fortunatamente però ci sono anche i momenti felici. Gela merita altri palcoscenici perché i tifosi ne capiscono di calcio e sanno darti grandi soddisfazioni in momenti delicati. Il pubblico ha sempre risposto presente e questo per me è motivo di orgoglio, sono onorato di lavorare per questa grande piazza”.
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