"Fine decommissioning 2029, attesa da Regione su concessioni": Di Stefano, "andare oltre monocommittenza"

Il consiglio, con atto di indirizzo, richiede la stipula di un nuovo protocollo, aggiornato rispetto a quello del 2019, e un incontro in sede di ministero dell'ambiente

12 gennaio 2026 14:06
"Fine decommissioning 2029, attesa da Regione su concessioni": Di Stefano, "andare oltre monocommittenza" - Il presidente di raffineria Alburno durante l'intervento in consiglio
Il presidente di raffineria Alburno durante l'intervento in consiglio
Condividi

Gela. Bonifiche, infrastrutture e confronto costante con Eni e con l'intero tessuto economico locale. La politica, attraverso il civico consesso, questa mattina, ha posto le priorità, che si trascinano da tempo e a dodici anni dal protocollo che converti' il polo industriale in bioraffineria. Alla convocazione del presidente Paola Giudice, su richiesta di monotematico dei dem e di altre forze di maggioranza, ha risposto il management Eni, direttamente con il presidente di raffineria Luca Alburno. C'erano i sindacati del settore, il referente di Sicindustria Sicilia Gianfranco Caccamo, il senatore Pietro Lorefice e il parlamentare Ars Nuccio Di Paola. Il civico Giovanni Giudice, il pentastellato Francesco Castellana, i dem Gaetano Orlando, Antonio Cuvato e Maria Grazia Fasciana, hanno tutti sottolineato che alla città spetta anzitutto "il rispetto degli accordi". Il decommissioning degli impianti ormai obsoleti e le bonifiche sono due punti più volte toccati nel dibattito. Il porto rifugio impantanato e la necessità che sia il porto isola sia l'acqua del Ragoleto vengano messi a disposizione di usi diversi da quelli meramente industriali, sono tra le istanze emerse. L'area di crisi che non decolla è un altro vulnus che il dem Orlando ha sottolineato. Il riferimento degli autotrasportatori Lillo Speziale, già parlamentare Ars, ha lanciato la proposta: ritornare in sede ministeriale per aggiornare gli impegni del protocollo del 2019 sul decommissioning degli impianti. È soprattutto "il dopo" che preoccupa e il destino di "centinaia di lavoratori dell'indotto". "Un percorso preciso, con un tavolo permanente, con impegni e progetti che guardino ai prossimi dieci anni", è stato riferito dal capogruppo del Pd. L'esigenza è di "un nuovo piano industriale e di sviluppo", è stato aggiunto. "Un'azione istituzionale forte da parte dell'amministrazione, anche con nuovi protocolli, affinché vengano rispettatti tutti gli impegni e per completare gli interventi già previsti - ha detto Fasciana - servono percorsi di formazione del personale per la ricollocazione e un cronoprogramma dettagliato". "C'è una preoccupazione diffusa tra i lavoratori locali - ha sottolineato il segretario Filctem-Cgil Rosario Catalano - si susseguono i presidi degli operai davanti al sito Eni. Nel protocollo del 2014 c'era una prospettiva industriale precisa. Oggi, alcuni investimenti sono stati conclusi ma manca tutto il resto. Manca soprattutto il porto. Mancano infrastrutture importanti, un miglioramento degli assi stradali". Le royalties dovute alla città sono state rivendicate sia dalla politica sia dal sindacato, "da destinare a progetti per il territorio". Gli stessi sindacati spingono per "una cabina di regia permanente". I numeri occupazionali del passato, allo stato, sono impensabili. Vanno però predisposte le basi per nuovi investimenti. Il segretario Uiltec Maurizio Castania ha ricordato come "le fasi autorizzative siano sempre farraginose". "L'area di crisi, fino a oggi, è servita solo agli ammortizzatori sociali per i lavoratori rimasti fuori dal ciclo produttivo", ha aggiunto Castania. La monocommittenza "è anacronistica", secondo il consigliere civico Rosario Faraci. "Il territorio non è attrattivo anche per l'assenza vera di infrastrutture", ha ribadito il consigliere. "Bisogna cambiare prospettiva - è intervenuto il senatore Pietro Lorefice - Gela è un comune che fa da baricentro per diverse aree. Dobbiamo cooperare. Il lavoro deve avere una visione di insieme. Il protocollo del 2014 va analizzato bene e io l'ho letto più volte. Ognuno di noi deve esercitare il mandato al meglio senza retorica. L'incontro che facciamo periodicamente con Eni va reso pubblico e comunicato alla città. La Regione Siciliana ha una grandissima responsabilità". Per Gianfranco Caccamo di Sicindustria, "Eni sta facendo il proprio dovere sul protocollo del 2014. Lo ha fatto anche per il porto. Abbiamo migliorato i contenuti dell'area di crisi anche se la dotazione finanziaria è limitata vista la presenza di oltre venti Comuni. Il diretto di Eni è stato mantenuto. Non ha fatto un licenziamento. Le nostre maestranze sono le migliori in Italia. Il decommissioning va avanti. Non c'è nulla da nascondere. Io credo in questo territorio, ci investo ma gli aspetti autorizzativi vanno migliorati". Il presidente di raffineria Luca Alburno ha sottolineato che "saranno fatti nuovi interventi di ottimizzazione". "Stiamo mettendo in campo un impianto per il trattamento degli scarti di produzione. Abbiamo un piano di migliorie e mantenimento delle strutture. Decommissioning e parte ambientale sono importanti nelle nostre attività - ha proseguito il manager della multinazionale - nel 2029 sarà completato tutto il progetto di decommissioning. È nostro interesse mettere a disposizione di altre iniziative imprenditoriali aree interne del sito Eni. Sulle bonifiche stiamo sviluppando tecnologie innovative. All'interno del nostro sito ci sono iniziative già avviate. Se ci sono imprenditori interessati a investire nelle nostre aree siamo disponibili". "Siamo già in una seconda fase del decommissioning - ha detto uno dei riferimenti Eni Rewind - siamo impegnati sullo Snox e faremo ulteriori gare per i restanti impianti del vecchio ciclo. Completeremo al 2029. Per quanto riguarda la falda, Gela è un fiore all'occhiello. Sul fronte del sottosuolo siamo avanti. Il suolo invece è stato tutto caratterizzato. Isola 5 ha attività conclusa. Isola 6 ha un'attività in forte sviluppo con la demolizione dei vecchi capannoni. Siamo con la discarica Isaf con messa in sicurezza completata". Luca De Caro, amministratore Enimed, ha confermato l'interesse sul ciclo del gas offshore. "Argo-Cassiopea è concluso - ha riferito - lo sviluppo gas avrà impulso nella seconda metà dell'anno con il giacimento Gemini, da mettere in produzione entro fine anno. Sarà collegato alle infrastrutture di Argo-Cassiopea. Su uno dei pozzi in produzione prevediamo un intervento, tra giugno e ottobre. Sono in fase avanzata gli studi su altre scoperte fatte in mare. Si concretizzeranno nell'arco di quattro anni. I campi olio sono in fase di conclusione della produzione, parliamo di aree in produzione da anni. Siamo in attesa di avere l'estensione delle concessioni, spetta alla Regione. Giaurone è la più importante. Siamo in contatto con la Regione che deve decidere". Il sindaco Terenziano Di Stefano, che con il management di Eni è spesso in contatto per gli interventi e per le opere connesse, ha però voluto sottolineare che "la città non è una monocommittenza di Eni". "Abbiamo circa cento milioni di finanziamenti per i lavori in città - ha continuato - i grandi assenti sono sempre i ministeri e la Regione. Anas deve assicurare l'avvio dei lavori della nuova tangenziale. L'asse viario ex Asi va trasferito ma manca solo una delibera. È fondamentale come prosecuzione verso la Gela-Vittoria e l'area portuale. Abbiamo fatto ricorso contro il piano regionale dei rifiuti speciali che blocca nuovi insediamenti. Siamo un'area strategica. Non sono preoccupato. Qui arriva il gas libico. Non verremo abbandonati ma bisogna alzare l'asticella verso Rfi, ad esempio, e sulla questione delle dighe. Creiamo un focus preciso. C'è l'area di crisi che va concretizzata nei prossimi tre anni. Anche nel nostro territorio, la priorità va data alle aziende del territorio, come accade ovunque. Il territorio non può essere solo un bacino di voti e basta". Alla fine, l'assise civica ha approvato un atto di indirizzo. I consiglieri, concordi, hanno dato mandato all'amministrazione comunale di "ricostruire un complesso di regole condiviso", promuovendo un nuovo protocollo, aggiornato, per l'area di crisi, con il coinvolgimento delle parti sociali, dando centralità alle aziende locali. A Eni si chiedono criteri premiali per il radicamento sul territorio delle aziende. Un incontro con il ministro dell'ambiente è tra le indicazioni che arrivano dal civico consesso e il porto isola va reso aperto a più attività.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Quotidiano di Gela