Presunte irregolarità su un finanziamento per il fotovoltaico al "Presti", assolti funzionari comunali

Nelle conclusioni difensive, è stato ribadito che gli imputati adempirono pienamente ai compiti previsti dal loro ruolo in quel procedimento burocratico, legato al finanziamento ottenuto dal Comune

21 gennaio 2026 20:15
Presunte irregolarità su un finanziamento per il fotovoltaico al "Presti", assolti funzionari comunali -
Condividi

Gela. Non sono emersi gli elementi istruttori per ritenere fondate le ipotesi di accusa iniziali, di truffa e falso. Al termine del dibattimento, il giudice Eva Nicastro ha disposto l'assoluzione per due funzionari comunali, Raffaella Galanti e Silvia Triberio. Erano a processo a seguito di un'inchiesta, condotta dai pm della procura e dai militari della guardia di finanza. Per gli inquirenti, ci sarebbero state presunte irregolarità rispetto alle procedure adottate per garantire all'ente comunale la piena fruizione di un finanziamento da 382 mila euro, necessario all'installazione di un sistema fotovoltaico nello stadio “Presti”. I pannelli vennero collocati ma senza che fu mai certificato lo “scambio sul posto” da parte del Gse. Gli stanziamenti rientravano nel programma Po-Fesr 2007-2013. Stando alle accuse, così sarebbe venuta a mancare una delle condizioni essenziali per giustificare l’erogazione delle somme. La procura, con il pm Tiziana Di Pietro, nelle conclusioni ha però escluso che siano maturati riscontri effettivi su presunte irregolarità. Il pubblico ministero ha così indicato l'assoluzione per entrambi gli imputati. Le difese, con gli avvocati Rita Calò e Rocco Guarnaccia, pure richiamando documentazione ufficiale depositata agli atti, hanno insistito sul fatto che tutte le procedure furono rispettate, con la collocazione del sistema fotovoltaico, solo successivamente rimosso per l'esigenza di altri interventi nella struttura sportiva. I legali hanno sottolineato l'assenza di possibili responsabilità in capo ai funzionari comunali, ai quali non può essere addebitata la mancata certificazione da parte dell'ente preposto, ovvero il Gse. Nelle conclusioni difensive, è stato ribadito che gli imputati adempirono pienamente ai compiti previsti dal loro ruolo in quel procedimento burocratico, legato al finanziamento ottenuto dal Comune.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Quotidiano di Gela