Indagine "Chimera", in appello le difese di Maniscalco: "Estranea al traffico di droga"

Valentina Maniscalco venne coinvolta nell'inchiesta insieme al marito Emanuele Brancato, condannato in via definitiva per il traffico di droga con i mazzarinesi

26 febbraio 2026 22:46
Indagine "Chimera", in appello le difese di Maniscalco: "Estranea al traffico di droga" -
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Gela. Per la procura generale, le condanne di primo grado vanno confermate, come abbiamo già riferito rispetto al giudizio di appello per i fatti della maxi inchiesta antimafia “Chimera”. I carabinieri ricostruirono, coordinati dai pm della Dda di Caltanissetta, il sistema imposto dalla famiglia stiddara dei Sanfilippo, che faceva base a Mazzarino. Nel procedimento di appello, tra gli imputati, figura la gelese Valentina Maniscalco, condannata in primo grado, dal collegio penale del tribunale di Gela, a otto anni di detenzione ma escludendo l'aggravante mafiosa. La difesa, sostenuta dagli avvocati Giacomo Ventura e Davide Limoncello, ha concluso per la sua posizione. I legali hanno ribadito che Maniscalco non avrebbe avuto nessun ruolo nel traffico di droga che gli inquirenti attribuiscono al marito, Emanuele Brancato, a inizio anno condannato in via definitiva per questi fatti, a dieci anni di detenzione, con la decisione della Corte di Cassazione. La difesa della consorte ha sottolineato che lei stessa non avrebbe mai saputo nulla dei rapporti che il marito intratteneva con i mazzarinesi per strutturare le rotte della droga. Non avrebbe avuto un ruolo in queste vicende. In appello, sono già state definite, con il concordato, le posizioni di Antonino Iannì, Ivan Dario Iannì, Vincenzo Iannì, Bartolomeo La Placa e Samuel Fontana. In primo grado, il collegio dispose trent’anni di detenzione per il quarantenne Giuseppe Sanfilippo, diciotto anni per Liborio Sanfilippo (con l’aggravante mafiosa), diciassette anni e nove mesi a Michele Mazzeo, diciassette anni a Calogero Sanfilippo (1983), sedici anni e sei mesi ad Andrea Sanfilippo e a Marcello Sanfilippo (per lui con l’aggravante mafiosa), sedici anni per Calogero Sanfilippo (1976), Maria Sanfilippo, tredici anni e sei mesi a Marianna Sanfilippo intesa Annina, tredici anni e quattro mesi ad Ignazio Zuccala’ (senza il riconoscimento dell’aggravante di mafia), otto anni e sei mesi per Calogero Sanfilippo (1991), sette anni e sei mesi per Vincenza Galati e Rocco Di Dio, sette anni a Rosangela Farchica, Ilenia La Placa, quattro anni e otto mesi a Giovanni Di Pasquale, tre anni e nove mesi per Sandra Santa Aleruzzo, un anno e quattro mesi a Marianna Sanfilippo (1985) con pena sospesa e non menzione e un anno per Francesco Lo Cicero sempre con pena sospesa e non menzione. La decisione dei giudici nisseni è prevista a marzo.

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