Rabbia e lavoro

Impianti Srr, tagli operai si allargano a 65: costi in aumento e perdite, rabbia lavoratori

Un varco di possibilità per un reintegro non si è ancora aperto

05 novembre 2026 21:26
Impianti Srr, tagli operai si allargano a 65: costi in aumento e perdite, rabbia lavoratori  - I sindaci Di Stefano e Bancheri durante il confronto con i lavoratori
I sindaci Di Stefano e Bancheri durante il confronto con i lavoratori
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Gela. È durata quasi cinque ore l'assemblea della Srr4 che ha messo insieme i sindaci dell'ambito, gli organi tecnici e il management attuale di Impianti Srr, la società che gestisce la discarica Timpazzo e il servizio rifiuti nell'area sud della provincia di Caltanissetta. Ad attendere indicazioni ufficiali, c'erano, in municipio a Gela, i ventitré operai della raccolta rifiuti i cui contratti non sono stati rinnovati alla scadenza di ottobre. Un varco di possibilità per un reintegro non si è ancora aperto. L'assemblea tornerà a riunirsi martedì prossimo ma i numeri forniti dal presidente Srr Gianfilippo Bancheri e dal sindaco di Gela Terenziano Di Stefano, entrambi componenti del cda della società che sovraintende il ciclo rifiuti, sono decisamente in rosso. Il mancato rinnovo dei ventitré contratti si deve, così come riferito in assemblea dal management di Impianti Srr, società per la quale hanno lavorato gli operai rimasti senza occupazione, a un aumento complessivo del costo del lavoro, passato da dieci a diciotto milioni di euro per la società in house, con una perdita, non ancora ufficiale, di non meno di tre milioni di euro. Non saranno infatti solo i ventitré operai a non vedere più il rinnovo ma la scelta si estenderà a un totale di sessantacinque operai interinali, forniti da un'agenzia di somministrazione lavoro. Di Stefano e Bancheri, a conclusione della riunione, si sono intrattenuti con i lavoratori in attesa. Martedì prossimo si cercherà di avere un quadro più completo partendo dai criteri utilizzati dal management e dal commissario giudiziale di Impianti Srr per definire i tagli. Ufficialmente, i parametri sono "assenteismo" e "mancata produzione". I ventitré operai, di Gela, Sommatino, Delia, Piazza Armerina, Butera e Pietraperzia, sono certi invece che il lavoro fin qui svolto per conto di Impianti Srr sia esente sia da periodi di assenza sia da scarsa produttività. "C'è chi non ha mai preso ferie - dicono - abbiamo lavorato sempre e sostenendo turni lunghi e pesanti, anche nei giorni festivi. Molti si spostano da un Comune all'altro affrontando chilometri pur di svolgere il servizio. La superficialità dimostrata da chi ha preso queste decisioni, senza alcun preavviso, fa male a noi e alle nostre famiglie". È la gestione di Impianti Srr che sta facendo emergere, in seguito a verifiche e controlli, numeri che i sindaci non conoscevano e che tra i primi effetti si sono trasformati in tagli. Per Di Stefano e Bancheri, la vicenda va valutata anzitutto dando la possibilità ai ventitré operai di essere messi alla pari con i colleghi i cui contratti scadono a fine anno. Solo in questo modo, si potranno effettuare valutazioni più attente e precise. L'ipotesi da costruire porta poi a "una lista blindata" con tutti gli operai non rinnovati che dovranno avere la precedenza assoluta nel caso di necessità di personale da assumere nel ciclo rifiuti locale. L'amarezza tra i lavoratori è palpabile e la loro mobilitazione probabilmente andrà avanti.

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