"Gela Nova", "protesta va portata a Palermo": Iaglietti (FdI), "sindaco strumentalizza per visibilità"
Se una parte del centrodestra locale supporta la protesta avviata dal sindaco, altre aree sono molto più prudenti
Gela. Mentre una parte del centrodestra locale ha condiviso la protesta iniziata questa mattina dal sindaco Terenziano Di Stefano e dall'amministrazione comunale, nel tentativo di riaccendere i riflettori su un sistema sanitario locale fortemente debilitato, un'altra parte d'area non condivide la mossa. "Abbiamo visto il trasferimento simbolico dell’ufficio del sindaco davanti all’ospedale Vittorio Emanuele, ma di una vera protesta abbiamo visto ben poco - dice il segretario cittadino di "Gela nova" Vincenzo Cascino - se l’obiettivo era ottenere risposte concrete, il sindaco avrebbe dovuto essere molto più incisivo. La vera protesta, anziché annunciarla il giorno prima sui social a mezzo selfie per poi ritrovarsi sotto un ombrellone davanti all’ospedale, sarebbe stata quella di spostarsi davanti a Palazzo d’Orléans, a Palermo, perché è dalla Regione che Gela attende risposte sul futuro del proprio ospedale e non solo. "Gela nova" è un movimento di centrodestra ma questo non significa difendere a prescindere le scelte del governo regionale. Quando sono in gioco Gela, il futuro del nostro ospedale e le altre questioni fondamentali per lo sviluppo della città, vengono prima gli interessi dei gelesi. La Regione non può essere un interlocutore soltanto quando ci sono tagli di nastro, come per il Museo del Mare o per il prossimo museo regionale. L’amministrazione comunale ha già al proprio interno referenti di partiti vicini al governo regionale di centrodestra: è anche attraverso questi canali che bisogna alzare la voce e pretendere risposte concrete. Fermo restando che, ad oggi, non risulta avvenuto alcun definanziamento, sarebbe opportuno affrontare la questione nella giusta sede istituzionale regionale e pretendere, nel frattempo, il potenziamento dell’attuale Vittorio Emanuele. Servono più medici e personale sanitario, affinché ai cittadini venga garantito un servizio efficiente e funzionale. Allo stesso tempo, occorre studiare forme concrete di incentivo capaci di rendere Gela più attrattiva per i professionisti sanitari e favorire l’accettazione degli incarichi nel nostro territorio. Siamo di centrodestra, ma prima di tutto siamo gelesi. Qui non si tratta di colori politici, ma di fare una vera battaglia, quella che Gela e i gelesi meritano. E se le risposte devono arrivare da Palermo, è a Palermo che bisogna andare a pretenderle". Molto più schierato sulle posizioni del governo regionale, senza se e senza ma, è il dirigente FdI Diego Iaglietti, con un passato proprio da autonomista. "Ormai è evidente che il sindaco sta trasformando una delle più grandi emergenze della nostra città in una vetrina politica per rafforzare il Movimento cinquestelle. La sanità di Gela non può essere usata come palcoscenico. Il governo regionale ha categoricamente escluso il definanziamento dell'ospedale di Gela. Lo ha ribadito l'assessore Marcello Caruso con un comunicato stampa e poi in un video con un esponente politico dell'opposizione. Se davvero l’obiettivo fosse difendere il nostro ospedale, se davvero l'obiettivo è difendere il nostro ospedale, bisogna mettere da parte propaganda e demagogia. Temi così importanti non si affrontano con polemiche o slogan, ma nelle sedi istituzionali, con il contributo di tutti i rappresentanti politici, di maggioranza e di opposizione. La salute dei cittadini non ha colore politico: richiede responsabilità, unità e un impegno comune per raggiungere un unico obiettivo, quello di garantire al nostro territorio l'ospedale che merita.
Ai cittadini non interessano le fotografie, i sit-in organizzati per ottenere visibilità o i comunicati stampa. Ai cittadini interessa sapere perché negli ultimi quindici anni il nostro ospedale continua a perdere servizi, perché mancano medici e personale e perché Gela è stata lasciata indietro. Sentiamo ripetere continuamente che il problema è la carenza di medici. Ma qualcuno si è chiesto perché i medici non scelgono Gela? Perché preferiscono altri ospedali? Evidentemente il problema è molto più profondo: servono organizzazione, investimenti, sicurezza, valorizzazione del personale e una programmazione seria. La crisi sanitaria è evidenziata dalla carenza di medici è un problema che riguarda tutta Italia. Basti pensare che diverse Regioni stanno ricorrendo anche al reclutamento di medici stranieri per far fronte all'emergenza. Proprio per questo servono amministratori capaci di incidere ai tavoli regionali e nazionali, di ottenere risorse, personale e soluzioni concrete, non di trasformare ogni questione sanitaria in un'occasione di propaganda. I cittadini hanno bisogno di risultati, non di polemiche. Da dirigente di Fratelli d’Italia non ho difficoltà a dirlo: su un tema così delicato metterei da parte l'appartenenza politica, se questo servisse davvero a salvare l’ospedale di Gela. Invito il sindaco a fare lo stesso. Meno propaganda, meno passerelle e più risultati. La salute dei gelesi vale molto di più di qualsiasi consenso elettorale", sottolinea Iaglietti.
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