Emergenza sanità, Cascino: "Troppe criticità, Regione dia risposte oppure sarà mobilitazione"

Voci preoccupate iniziano a farsi sentire pure tra le file di un centrodestra, sempre molto cauto davanti alle vicende che possono toccare scelte del governo regionale

13 giugno 2026 14:30
Emergenza sanità, Cascino: "Troppe criticità, Regione dia risposte oppure sarà mobilitazione"  -
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Gela. I disservizi e le carenze del sistema sanitario cittadino sono tornati alla ribalta con preoccupante evidenza, confermando una deficitarieta' cronica. Dall'amministrazione comunale e fino alle forze politiche che la sostengono, passando per le organizzazioni sindacali, monta la richiesta di un netto cambio di passo, chiamando a rapporto anche il management Asp. Voci preoccupate iniziano a farsi sentire pure tra le file di un centrodestra, sempre molto cauto davanti alle vicende che possono toccare scelte del governo regionale. Vincenzo Cascino, ex consigliere comunale e provinciale, ora alla guida del movimento "Gela nova", comunque in area centrodestra, ritiene irrinunciabile un intervento da parte del governo Schifani. "Apprendiamo con forte preoccupazione la notizia relativa al blocco dei sistemi internet e telefonici dell’ospedale Vittorio Emanuele, situazione che avrebbe causato rallentamenti nelle attività sanitarie e disagi per numerosi cittadini costretti ad attendere per ore. La prima considerazione va ai pazienti e agli operatori sanitari che si sono trovati a gestire una situazione certamente complessa. Tuttavia, non possiamo fare a meno di evidenziare che questo episodio si inserisce in un contesto già caratterizzato da numerose criticità che da anni interessano la sanità gelese. Liste d’attesa, carenza di personale, difficoltà organizzative e servizi spesso sotto pressione sono problematiche ben note ai cittadini e che meritano risposte concrete. Da quanto emerge - dice - il problema sarebbe riconducibile alla rete dati e telefonica. Proprio per questo sarebbe opportuno fare piena chiarezza sulle cause del guasto. Non risulta infatti che l’area di Caposoprano, dove insiste il presidio ospedaliero, presenti particolari criticità infrastrutturali legate alla connettività, considerato che negli ultimi anni la zona è stata interessata da importanti interventi di cablaggio e dal potenziamento della rete in fibra ottica. È quindi giusto che vengano forniti chiarimenti ai cittadini su quanto realmente accaduto". Quello che è avvenuto oggi è solo l'ultimo disservizio, in ordine di tempo, in un lungo e preoccupante elenco di carenze strutturali. "Un ospedale deve essere dotato di sistemi e procedure capaci di garantire la continuità operativa anche in presenza di inconvenienti tecnici, soprattutto quando sono in gioco servizi indispensabili per la salute pubblica. Su temi come la sanità non possono e non devono esistere divisioni politiche. Non è una battaglia di maggioranza o opposizione, né una questione di destra o di sinistra. È un problema che riguarda l’intera comunità gelese. Per questo rivolgiamo un appello a tutte le forze politiche, alle istituzioni locali, ai parlamentari regionali e nazionali e a tutti coloro che rappresentano il nostro territorio affinché si faccia fronte comune per difendere il diritto alla salute dei cittadini. Oggi più che mai - continua - riteniamo necessario un intervento concreto della Regione Siciliana. Gela non può continuare ad assistere passivamente al susseguirsi di criticità e disservizi che interessano il proprio ospedale. Servono investimenti, personale, tecnologie adeguate e una programmazione seria che restituisca efficienza e dignità ad una struttura fondamentale non soltanto per la nostra città ma per l’intero comprensorio. Qualora dovesse continuare questo stato di difficoltà e non dovessero arrivare risposte adeguate da parte degli enti competenti, sarà necessario valutare ogni forma di mobilitazione civile e democratica, compresa una manifestazione pubblica che coinvolga cittadini, associazioni e rappresentanti istituzionali. La difesa dell’ospedale "Vittorio Emanuele" deve diventare una battaglia di tutta la città, senza colori politici e senza divisioni, perché la salute dei gelesi viene prima di qualsiasi appartenenza".

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