Divelto il monumento in memoria delle vittime dell'esplosione al mercato, "lo ripristineremo"
Il monumento sarà ricollocato
Gela. E' stato divelto il monumento che in via Madonna del Rosario era stato collocato in memoria delle vittime dell'esplosione al mercato rionale, a causa della quale persero la vita Tiziana Nicastro e Giuseppa Scilio. Ci furono inoltre decine di feriti. Il sindaco Terenziano Di Stefano spiega che il monumento sarà ricollocato. “Quanto accaduto al mercatino di via Madonna del Rosario lascia sgomenta e profondamente amareggiata un’intera città. Ancora più grave è il gesto compiuto ai danni del monumento realizzato per custodire la memoria delle vittime di un tragico incidente. Quel luogo rappresenta un simbolo di dolore, memoria e rispetto per le famiglie che hanno vissuto una tragedia. Colpirlo significa ferire l’intera comunità. Come amministrazione comunale – dice il sindaco - intendiamo dare una risposta immediata e concreta: il monumento sarà ripristinato nel più breve tempo possibile, restituendogli pienamente il decoro e la dignità che merita. Allo stesso tempo, confidiamo nel lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura affinché i responsabili vengano individuati e consegnati alla giustizia, nel pieno rispetto delle procedure e della legge. Gela non può e non deve accettare che la memoria delle proprie vittime venga oltraggiata. Di fronte a gesti simili dobbiamo reagire con fermezza, ma anche riaffermando i valori di rispetto, civiltà e responsabilità che appartengono alla nostra comunità. Come sindaco assicuro che l’amministrazione sarà al fianco delle famiglie e della città e farà tutto ciò che è nelle proprie possibilità affinché quel monumento torni presto a essere ciò che deve essere: un luogo di memoria e di rispetto, non di offesa”. Per quei fatti, è in corso il giudizio di appello. In primo grado, arrivò la condanna del titolare della rivendita ambulante dalla quale partì l'esplosione. Condanna anche per una società e per il Comune, nel giudizio come responsabile civile per i risarcimenti.
24.1°