Dal pronto soccorso all'oncologia, troppe carenze: Di Stefano, "Cirrone Cipolla così non va, basta proclami"
Le carenze e le criticità si susseguono
Gela. La mobilitazione per il potenziamento del sistema sanitario cittadino non si ferma e oggi è arrivata al ventunesimo giorno. Il sindaco Terenziano Di Stefano e la sua amministrazione non intendono interrompere l'iniziativa almeno fino a quando non arriveranno segnali concreti, con nuovi innesti di personale nei reparti dell'ospedale Vittorio Emanuele, davanti al quale viene mantenuto il presidio permanente. Questa mattina, il sindaco Terenziano Di Stefano, proprio dal presidio, ha ribadito l'intenzione di non fermarsi. Negli ultimi giorni, come capita quasi costantemente, il pronto soccorso si è dimostrato sovraccarico, con poco personale e un numero di pazienti in continuo aumento. Anche casi gravi, spesso, non possono accedere ai reparti per assenza di posti. C'è chi lamenta anche il numero limitato di infermieri nel nosocomio. In oncologia, i pazienti devono fare a meno di altre due stanze, previste per le terapie. Il management Asp continua ad annunciare il rafforzamento del personale, come nel caso di chirurgia. Prima, però, i medici dovranno sottoscrivere i contratti e quindi accettare l'incarico e in assenza di rete formativa gli ostacoli sono notevoli per gli specializzandi. "Così non va - ha spiegato Di Stefano - il direttore sanitario del nosocomio Cirrone Cipolla dovrebbe trovare soluzioni e invece assistiamo a tagli e servizi ridotti. Non lo accettiamo". La prossima settimana, in ospedale, arriverà l'assessore alla salute Marcello Caruso, al culmine di una mobilitazione che va avanti da settimane. "Valuteremo cosa dirà e se ci saranno novità effettive per il nostro ospedale - conclude il sindaco - lo faremo senza proclami, a differenza di chi non si è mai visto. Non intendiamo cedere neanche di un millimetro".
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