Caso Mancuso paralizza FI, in città nuovi ingressi congelati: pesanti accuse aprono riflessioni

Solo dopo aver analizzato le evoluzioni dell'inchiesta su Mancuso sarà possibile disegnare scenari per il partito locale, che rimane all'opposizione della giunta Di Stefano e dall'esterno è contornato da “simpatizzanti”, non inclini alla scia mancusiana

23 gennaio 2026 20:40
Caso Mancuso paralizza FI, in città nuovi ingressi congelati: pesanti accuse aprono riflessioni - Mancuso durante un incontro di FI in città
Mancuso durante un incontro di FI in città
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Gela. L'attesa è per le decisioni del gip del tribunale di Caltanissetta, chiamato a valutare se ci siano le condizioni per autorizzare gli arresti domiciliari nei confronti del parlamentare Ars Michele Mancuso, che ieri, insieme agli altri indagati in un'inchiesta per corruzione, ha sostenuto l'interrogatorio. Un'indagine che genera una sorta di stasi interna, soprattutto negli ambienti locali di Forza Italia. Il partito, in città, per larga parte, si è sempre rivisto nel deputato regionale, accusato di aver preso soldi e non solo per favorire il riconoscimento di un contributo regionale, destinato a un'associazione nissena. La procura sta valutando altri fatti, che potrebbero aggravare la sua posizione. Fino a poche settimane fa, nessuno metteva in discussione la leadership mancusiana. Il deputato era spesso chiamato in causa nei momenti di tensione interna al partito cittadino. Oggi, lo scenario pare mutato. Gli azzurri locali, a loro volta, appaiono impegnati a valutare ciò che sta accadendo, quasi chiedendosi se ci siano stati svarioni o potenziali sottovalutazioni nel rapporto con il parlamentare. Dalla scorsa estate, FI, in città, ha intrapreso una fase di tendenziale ricostruzione, dopo le amministrative di due anni fa. Le frizioni interne non mancano ma proprio Mancuso ha spesso cercato di mediare. Alla luce dell'inchiesta e delle pesanti accuse mosse dalla procura di Caltanissetta, il quadro generale potrebbe progressivamente mutare. Il partito, in consiglio, è rappresentato dal vicepresidente del civico consesso Antonino Biundo. E' l'unico esponente azzurro, in attesa che la Corte d'appello di Caltanissetta si pronunci sul seggio conteso, con un ricorso anche di un'altra forzista, l'ex assessore Nadia Gnoffo. Tra i dirigenti attuali, tutti si sono sempre rivisti in Mancuso, compreso il segretario Vincenzo Cirignotta. Se, però, venissero confermate le contestazioni, una riflessione interna non è affatto da escludere. Gli azzurri vogliono mantenere un ruolo consistente nello scenario del centrodestra locale e sono stati tra i promotori dell'unica riunione del tavolo d'area, tenutasi negli ultimi mesi dello scorso anno. Cirignotta e Biundo, da mesi, sono sempre più vicini nella definizione delle strategie d'aula e non possono che aspettare gli sviluppi dell'indagine nissena. Una cosa è certa, se per diverso tempo si è insistito sulla possibilità di nuovi ingressi nel partito (con in testa quelli dei consiglieri comunali Gabriele Pellegrino e Grazia Cosentino), adesso prevalgono opzioni di conservazione, quasi strategica. Ogni eventuale nuova adesione è congelata. Solo dopo aver analizzato al meglio le evoluzioni dell'inchiesta su Mancuso, che coinvolge pure il suo stretto collaboratore Lorenzo Tricoli, sarà possibile disegnare scenari per il partito locale, che rimane all'opposizione della giunta Di Stefano e dall'esterno è contornato da “simpatizzanti”, non inclini alla scia mancusiana ma piuttosto vicini all'europarlamentare Marco Falcone.

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