Bennici parte da De Luca per arrivare a Di Stefano: "Il sindaco può ritornare nel centrodestra?"

La tesi di Bennici è chiara: si parte da Roma, si passa da Palermo e poi si arriva anche in città. I deluchiani, già all'indomani del patto romano tra Meloni e il loro leader, con il coordinatore provinciale Angelo Bellina, hanno escluso cambi in corsa

16 ottobre 2026 16:24
Bennici parte da De Luca per arrivare a Di Stefano: "Il sindaco può ritornare nel centrodestra?" - Bennici durante la manifestazione per il potenziamento della sanità cittadina
Bennici durante la manifestazione per il potenziamento della sanità cittadina
Condividi

Gela. Nel silenzio generale sul tema che caratterizza il gruppo locale di Fratelli d'Italia, il "marchio" politico cerca di apporlo il dirigente provinciale meloniano Sandra Bennici. L'ex consigliere comunale, addirittura, prendendo spunto dall'intesa nazionale tra il suo partito e Sud chiama nord di Cateno De Luca, di fatto sdogana pure un'ipotesi di accordo con il sindaco Terenziano Di Stefano, che due anni fa sconfisse proprio la coalizione dei meloniani che si affidò all'ingegnere Grazia Cosentino. Bennici il patto tra Meloni e De Luca, ben al di là del solo contesto nazionale, certa che sarà replicato pure nei territori. "L’intesa tra Fratelli d’Italia e Sud Chiama Nord rappresenta un’operazione politica di grande rilievo, frutto di una visione strategica lungimirante e della capacità della classe dirigente di FdI di leggere e interpretare i nuovi equilibri politici, guardando oltre il presente. Un plauso particolare va al presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, per il ruolo svolto nella costruzione di un percorso di dialogo e convergenza, un’intesa destinata ad avere ricadute ben più ampie dei confini istituzionali della Capitale e al coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, l’onorevole Luca Sbardella, che ha suggellato politicamente,andando proprio lui a costituire il gruppo di Sud chiama Nord a Montecitorio. Un’operazione che dimostra visione, intuito e capacità di costruire nuovi equilibri, andando oltre gli schemi tradizionali e aprendo prospettive che guardano alle politiche del 2027 e alle future elezioni regionali. È proprio qui - dice Bennici - che emerge la lungimiranza dell’operazione: l’intesa non si esaurisce dentro le mura di Roma, ma è destinata a produrre effetti a cascata sui territori, incidendo sugli assetti amministrativi locali e aprendo nuove prospettive di collaborazione tra forze politiche che, pur partendo da percorsi differenti, possono trovare convergenze su obiettivi comuni". La tesi di Bennici è molto chiara: si parte da Roma, si passa da Palermo e poi si arriva anche in città. "Bisogna dunque prendere atto che tutti i soggetti coinvolti devono adattarsi al nuovo innesto politico e non rimanere ancorati a un modello che non esiste più - conclude - devono vedere orizzonti dove prima c’erano confini. L'unica domanda da farsi è se per Di Stefano non sia arrivato il momento di un ritorno a casa. Al sindaco potrebbe venire nostalgia delle sue origini politiche. In fondo, la politica è anche l’arte di ritrovare la strada di casa. Purché, naturalmente, ci si ricordi da dove si è partiti". Il sindaco che ha sconfitto il grosso dell'alleanza di centrodestra alle amministrative di due anni fa, capeggiata dai meloniani e dagli altri alleati, per il dirigente provinciale FdI potrebbe pure fare il passo verso un'area politica, che a più riprese ha contestato, in lungo e in largo. I deluchiani, già all'indomani del patto romano tra Meloni e il loro leader, con il coordinatore provinciale Angelo Bellina, hanno escluso cambi in corsa, preannunciando l'intenzione di appoggiare un Di Stefano bis. La mossa del dirigente FdI è evidentemente finalizzata ad alimentare qualche suggestione in più in casa dell'amministrazione comunale.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Quotidiano di Gela