Area crisi, rispunta la mobilità in deroga: emendamento al milleproroghe
In città, sono poco meno di cinquanta i lavoratori che usufruiscono della mobilità in deroga, perché rimasti fuori dal ciclo produttivo di Eni
Gela. La mobilità in deroga per i lavoratori delle aree di crisi di Gela e Termini Imerese, cancellata dalla legge di bilancio nazionale, troverà spazio in un emendamento al decreto milleproroghe. "Una misura molto attesa dai lavoratori, in particolar modo nelle aree svantaggiate o colpite da crisi industriali - sottolinea il ministro del lavoro e delle politiche sociali Marina Calderone - che conferma l’attenzione di questo ministero nel sostenere il mondo del lavoro, mettendo al centro persone e territori". L’emendamento autorizza per il 2026 la mobilità in deroga nelle aree di crisi industriale complessa. Secondo il senatore M5s Pietro Lorefice, ieri impegnato in audizione davanti alla commissione industria del Senato proprio sul tema dell'area di crisi gelese e degli investimenti mai concretizzati, "la proroga della mobilità in deroga per Gela e Termini Imerese è necessaria ma non è la soluzione. Le aree di crisi non possono vivere di rinvii e misure last minute. Gela attende investimenti reali, riconversione produttiva e sviluppo industriale. Gli ammortizzatori sociali non sostituiscono una strategia industriale credibile. Servono risorse operative, tempi certi e progetti capaci di creare occupazione". Negli scorsi giorni, il consigliere comunale Davide Sincero aveva chiesto un ripristino immediato. In città, sono poco meno di cinquanta i lavoratori che usufruiscono della mobilità in deroga, perché rimasti fuori dal ciclo produttivo di Eni.
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