Vertenza sanità, presidio mantenuto anche durante il passaggio della patrona: "Ora servono risposte"

Ieri, la mobilitazione è andata avanti durante i festeggiamenti della patrona. Il presidio è stato mantenuto durante il passaggio dell'effigie di Maria santissima D'Alemanna

A cura di Redazione Redazione
09 settembre 2026 08:47
Vertenza sanità, presidio mantenuto anche durante il passaggio della patrona: "Ora servono risposte" -
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Gela. La mobilitazione per il potenziamento della sanità cittadina entra nel trentasettesimo giorno. Il sindaco Terenziano Di Stefano ha già annunciato che a breve provvederà con una sua ordinanza, dato che nuovi innesti nel nosocomio non se ne vedono e la data saliente è quella del prossimo 25 settembre, entro quel termine, stando all'assessore regionale alla salute Marcello Caruso, dovrebbero materializzarsi le prime risposte agli impegni richiesti dall'amministrazione comunale. Ieri, la mobilitazione è andata avanti durante i festeggiamenti della patrona. Il presidio è stato mantenuto durante il passaggio dell'effigie di Maria santissima D'Alemanna. “Per quanto riguarda l'ospedale di Gela, le carenze e i disservizi sono tantissimi: stanze chiuse nel reparto di oncologia, referti comunicati in ritardo, carenze di medici al pronto soccorso, reparti chiusi (nuova rianimazione e Utin), posti letto sulla carta e mai attivi, lunghe liste d'attesa per gli esami, solo per fare qualche esempio. Vedremo cosa sarà capace di fare l'assessore per tamponare almeno qualche falla. Una volta tanto dimostrino di essere bravi anche nella politica del sapere fare e non solo in quella, in cui sono maestri indiscussi, del fare sapere”, ha spiegato il parlamentare Ars Nuccio Di Paola. Secondo l'assessore dem Peppe Di Cristina, “La processione della Madonna D'Alemenna trascende il solo atto di fede per farsi un momento che ha a che fare col mistero stesso dell’esistenza. Sostando davanti il nostro ospedale, abbiamo voluto ancora una volta dare voce a una protesta civile, sentita, sempre più presente nella nostra comunità. In quel momento, il passaggio del fercolo davanti i pazienti ha trasformato il sacro in un atto di resistenza: la fragilità umana ha incontrato chi nella vita, anche nel dolore, reclama dignità e cura come presupposti inviolabili dell'essere”.

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