"Sono preoccupato e invito tutti a non uscire", Greco: "Ho fatto arrivare nostro grido d'aiuto ad Eni"

Gela. “Sono fortemente preoccupato”. Il sindaco Lucio Greco non nasconde che l’escalation Coronavirus stia mettendo a dura prova l’intero sistema locale e rilancia l’appello a tutta la cittadinanza. “...

16 marzo 2020 21:05
"Sono preoccupato e invito tutti a non uscire", Greco: "Ho fatto arrivare nostro grido d'aiuto ad Eni" - Il sindaco Lucio Greco
Il sindaco Lucio Greco
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Gela. “Sono fortemente preoccupato”. Il sindaco Lucio Greco non nasconde che l’escalation Coronavirus stia mettendo a dura prova l’intero sistema locale e rilancia l’appello a tutta la cittadinanza. “Bisogna rispettare ogni precauzione – spiega – a partire dal distanziamento sociale e dalla necessità di rimanere a casa, salvo che per ragioni di comprovata necessità. I numeri sono impressionanti. Almeno 31 mila persone sono rientrate in Sicilia dal nord Italia. Se dovesse scoppiare il contagio anche sul territorio, le conseguenze potrebbero essere quasi impossibili da gestire. Stanno mancando le cose più elementari. Non si trovano mascherine e abbiamo difficoltà a reperirle anche per chi deve assicurare servizi essenziali. Non giochiamo con la nostra salute e con quella degli altri”. Il sindaco tiene a precisare che non c’è la necessità di fare “allarmismo”, ma che le istituzioni locali temano il diffondersi del virus è più che evidente. “Il presidente della Regione ha annunciato che sta cercando di avere a disposizione altri duecento posti letto di terapia intensiva – aggiunge il sindaco – la situazione è molto difficile. Se dopo il terremoto del nord Italia lo tsunami dovesse arrivare fino a noi, allora non so proprio come faremo. Mancano respiratori e ventilatori”.

I controlli in città sono stati rafforzati, anche su chi arriva. Greco, come diversi alleati hanno già sottolineato negli ultimi giorni, conferma di guardare anche ad Eni. “Che sia chiaro – conclude – ho già provveduto a far arrivare il nostro grido d’aiuto ad Eni”. I prossimi giorni potrebbero essere decisivi per capire se anche in città il contagio inizierà a causare gravi conseguenze.

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