Sgomberi Iacp, sindacati: "Tavolo istituzionale e si intervenga con una norma specifica"

Le organizzazioni sindacali Sunia, Sicet e Uniat, spingono per accelerare soluzioni davanti al riemergere di sgomberi in città, con tante famiglie a rischio

A cura di Redazione Redazione
12 settembre 2026 16:26
Sgomberi Iacp, sindacati: "Tavolo istituzionale e si intervenga con una norma specifica" -
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Gela. Un tavolo istituzionale sull'emergenza abitativa in città e interventi legislativi mirati, superando il vincolo delle occupazioni di immobili Iacp fino al 2018 per le regolarizzazioni. Le organizzazioni sindacali Sunia, Sicet e Uniat, spingono per accelerare soluzioni davanti al riemergere di sgomberi in città, con tante famiglie a rischio, in primis quelle che hanno occupato immobili Iacp. “L’aumento delle procedure di sfratto, la crescente difficoltà di numerose famiglie a sostenere i costi dell’abitazione, la carenza di alloggi di edilizia residenziale pubblica effettivamente disponibili, la presenza di immobili ERP inutilizzati e il protrarsi di situazioni di occupazione senza titolo costituiscono aspetti diversi di una stessa emergenza e richiedono, pertanto, una risposta coordinata e strutturale. Per queste ragioni chiediamo la convocazione urgente di un tavolo istituzionale dedicato alla situazione abitativa della città di Gela, con il coinvolgimento della Regione Siciliana, della prefettura di Caltanissetta, del Comune di Gela, dello Iacp e delle organizzazioni sindacali degli inquilini. Riteniamo indispensabile che il confronto parta da una ricognizione aggiornata, puntuale e condivisa della situazione abitativa, comprendente la consistenza complessiva del patrimonio Erp presente nel territorio di Gela; le condizioni degli alloggi e quelli attualmente non utilizzabili; gli alloggi disponibili, immediatamente assegnabili o recuperabili; le risorse necessarie per il recupero e la riqualificazione degli immobili; il numero dei nuclei presenti nelle graduatorie per l’assegnazione degli alloggi; le situazioni di occupazione senza titolo; il numero e l’andamento delle procedure di sfratto e di sgombero; i nuclei familiari caratterizzati da particolare fragilità sociale e privi di alternative abitative”, spiegano i segretari Iside Licata, Marco Gruttadauria e Mario La Rosa. Secondo le organizzazioni sindacali, non si tratta di una sanatoria “indiscriminata”. “All’interno di questo percorso riteniamo necessario affrontare anche la questione delle occupazioni senza titolo maturate successivamente al 2018, valutando l’opportunità di un nuovo intervento legislativo regionale che consenta di esaminare le singole situazioni e, laddove ricorrano i requisiti previsti per l’accesso all’edilizia residenziale pubblica e sia accertata un’effettiva condizione di bisogno abitativo, di ricondurle nell’ambito della legalità. Non proponiamo una sanatoria indiscriminata. Al contrario, riteniamo necessario distinguere con rigore le condizioni di reale disagio abitativo dalle situazioni riconducibili a speculazione, subaffitto, cessione illecita degli alloggi o fenomeni criminali, per i quali deve trovare piena applicazione la legge. Chiediamo, inoltre, il recupero degli alloggi Erp oggi vuoti o inutilizzati, con la definizione di un piano operativo per il loro recupero e la successiva riassegnazione, e una particolare attenzione alla gestione degli sfratti e degli sgomberi, soprattutto quando coinvolgono nuclei con minori, anziani, persone con disabilità o famiglie prive di alternative abitative. La questione abitativa di Gela non può essere affrontata attraverso interventi episodici o esclusivamente emergenziali. Occorre costruire una strategia capace di tenere insieme legalità, tutela delle fragilità sociali, recupero del patrimonio pubblico e diritto all’abitare, con una responsabilità precisa e un coordinamento effettivo tra i diversi livelli istituzionali”, concludono.

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