Rogo danneggiò un garage, accuse a un bracciante: già condannato nell'inchiesta "The wall"
L'indagine partì dal danneggiamento con il fuoco
Gela. Gli investigatori non escludono una presunta ritorsione, probabilmente in seguito a precedenti dissapori. Per la procura, ci sarebbe il quarantacinquenne tunisino Alì Messaoudì dietro a un incendio che danneggiò un garage e il prospetto di un'abitazione limitrofa, in città. L'imputato, attualmente detenuto e difeso dall'avvocato Carmelo Tuccio, ne risponde innanzi al giudice del tribunale. Massaoudì, che ha vissuto in città lavorando soprattutto come bracciante nelle campagne, di recente, insieme ad altri coinvolti, ha patteggiato la pena nel procedimento scaturito dalla vasta inchiesta “The wall”, sul traffico di droga e le armi. Per gli inquirenti, in quel caso, ebbe un ruolo proprio nelle attività legate alle sostanze stupefacenti.
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