Manfria, "Italia Nostra": "Chiesa è stata chiara, cosa intendono fare Comune, soprintendenza e altri enti?"
Italia Nostra, con il vicepresidente regionale Leandro Janni, ritorna sulla vicenda. L'associazione aveva confermato che in assenza di autorizzazioni, la statua della Madonna va rimossa
Gela. È diventato un caso, in un'estate in città segnata prevalentemente dalla mobilitazione per il rafforzamento della sanità locale. La statua della Madonna, posta qualche mese fa su uno degli scogli, a Manfria, ha generato reazioni piuttosto contrastanti, come abbiamo riferito. Italia Nostra, con il vicepresidente regionale Leandro Janni, ritorna sulla vicenda. L'associazione aveva confermato che in assenza di autorizzazioni, la statua della Madonna va rimossa. Un concetto che Janni ribadisce anche alla luce delle parole del vicario foraneo don Luigi Petralia, che a sua volta ha escluso un qualsiasi assenso ecclesiale all'installazione e l'esigenza di osservare sempre le norme in materia di tutela ambientale e paesaggistica. Secondo Janni, quindi, "la chiesa si è pronunciata chiaramente. Adesso dovrebbero arrivare le risposte e le determinazioni del Comune di Gela, della soprintendenza e degli altri enti pubblici preposti alla tutela dei beni culturali e ambientali e alla sicurezza dei cittadini. Noi di Italia Nostra, venuti a conoscenza del fatto, abbiamo sentito il dovere di intervenire con chiare argomentazioni tecnico-giuridiche e culturali. Ma diciamolo: la questione della statua abusiva della Madonna dello scoglio di Manfria, nei giorni precedenti al nostro intervento, appariva confinata alle solite chiacchiere da bar e galleggiante nella grigia indeterminazione delle istituzioni competenti", conclude.
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