Maggioranza alla verifica politica, incontri e contatti prima del tavolo di domani
A Palazzo di Città, gli intricati dossier amministrativi necessitano di fiducia reciproca tra sindaco e alleati, meglio se con idee politiche tendenti a un unico versante
Gela. La verifica politica in programma domani, fra le file della maggioranza del sindaco Terenziano Di Stefano, si preannuncia come un'analisi interna di quanto fatto fino a oggi, dopo oltre due anni di governo della città, e come via di transito che potrebbe condurre, se ce ne saranno le condizioni, a qualche variazione di giunta. Sicuramente, tutti i gruppi che supportano il primo cittadino non intendono arrivare impreparati al tavolo, convocato dal capo dell'amministrazione. Ieri e già negli scorsi giorni, ci sono state riunioni, informali, in casa dei partiti e dei civici che fanno riferimento al sindaco. Da “Una Buona Idea” e fino al Pd, passando per il Movimento cinquestelle, per gli autonomisti e ancora per Sud chiama nord e Azione, le interlocuzioni interne e gli scambi di vedute hanno preso più spazio, rispetto ai mesi scorsi. Proprio Di Stefano, in maniera decisamente informale, si è rapportato con il suo gruppo civico. Contatti e riflessioni interne sono in corso tra i dem. I pentastellati, già settimane fa, avevano cercato una “sintesi”, in presenza del vicepresidente Ars Nuccio Di Paola, uno degli alleati strategici per Di Stefano, pure in vista della prossima “fermata” amministrativa, quella delle urne del 2029. Sembrano avere le idee sufficientemente chiare i lombardiani dell'Mpa, che dal centrodestra regionale non pare si allontaneranno ma in città stanno nel progetto del sindaco. Di Stefano punta dritto al secondo mandato e nella sua programmazione è indispensabile poter competere per la riconferma, dando continuità al progetto. Domani – questo è abbastanza ipotizzabile – non ci saranno istantanei sconvolgimenti. Il sindaco prenderà nota delle valutazioni che giungeranno dagli alleati, così da disegnare una potenziale road map per gli ultimi mesi dell'anno in corso, ancora colmi di priorità amministrative da traguardare (su tutte il bilancio stabilmente riequilibrato) e di grandi incompiute alle quali dare un senso, con in testa vicende come la sanità e il porto rifugio. Per il sindaco, d'ora in avanti, non sarà più solo una questione di equilibri da mantenere ma di assetti, anche di nuovo conio, da porre a base del progetto di dieci anni, con l'intermezzo delle regionali e delle politiche del 2027. A Palazzo di Città, gli intricati dossier amministrativi necessitano di fiducia reciproca tra sindaco e alleati, meglio se con idee politiche tendenti a un unico versante.
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