Mafia ed estorsioni, pena riformata per La Rosa, conferma a 8 anni per Trubia
Gela. Pena dimezzata per Maurizio La Rosa, conferma per Maurizio Trubia. La corte d’Appello di Caltanissetta, presidente Cardinale, ha parzialmente modificato la sentenza di primo grado. Maurizio Save...

Gela. Pena dimezzata per Maurizio La Rosa, conferma per Maurizio Trubia. La corte d’Appello di Caltanissetta, presidente Cardinale, ha parzialmente modificato la sentenza di primo grado. Maurizio Saverio La Rosa e Maurizio Trubia, assistiti dai legali Dino Milazzo e Nicoletta Cauchi, sono stati condannati rispettivamente a 4 anni e 8 mesi di carcere e 8 anni.
In primo grado entrambi avevano subito davanti al Gup la condanna a 8 anni. La procura aveva sollecitato 5 anni e 8 mesi per La Rosa. Secondo l’accusa i due erano affiliati a Cosa nostra, capaci di gestire un gruppo armato pronto a tutto, dagli omicidi alle estorsioni. Un ruolo che però dal dibattimento e dalle arringhe dei legali non è mai emerso. Gli stessi collaboratori di giustizia, Crocifisso Smorta e Carmelo Barbieri, hanno confermato che La Rosa e Trubia erano dediti alle estorsioni. Sarebbero stati loro a reggere fino al momento dell’arresto Cosa nostra in città. Non solo di comportavano da capi, ma in effetti agivano in autonomia. La teoria è stata ridimensionata dai difensori, ma anche dagli stessi pentiti, secondo cui La Rosa millantava credito e viene sfruttata dalla consorteria.
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