Lavoratori indotto "storico", "aziende assumono solo operai esterni o di altre zone"

Gela. “Non riusciamo a capire perché in raffineria non ci sia più spazio per i lavoratori dell’indotto storico”. Diversi operai che per anni hanno lavorato per conto di aziende dell’indotto Eni lancia...

A cura di Redazione Redazione
30 maggio 2020 09:41
Lavoratori indotto "storico", "aziende assumono solo operai esterni o di altre zone" -
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Gela. “Non riusciamo a capire perché in raffineria non ci sia più spazio per i lavoratori dell’indotto storico”. Diversi operai che per anni hanno lavorato per conto di aziende dell’indotto Eni lanciano un appello, rivolto soprattutto a chi, in questa fase, li ha tagliati fuori da possibili assunzioni. “Ci sono almeno duecento famiglie a rischio – dicono – non ci danno la possibilità di rientrare in fabbrica, perché diverse aziende dell’indotto preferiscono assumere operai esterni o che arrivano da altre zone dell’isola. Vengono ritenuti più convenienti, anche da un punto di vista di trattamento economico. Riteniamo che siano scelte che danneggiano il territorio”. Gran parte degli ex dipendenti dell’indotto non riesce più a trovare collocazione tra gli impianti del sito di contrada Piana del Signore. Cercano collocazioni di fortuna, anche in altri siti sparsi in Sicilia e non solo. “Ci dovrebbero essere dei criteri nell’effettuazione delle assunzioni – aggiungono – ma non vengono rispettati, dato che si dà precedenza a chi non ha esperienza in raffineria, mentre noi veniamo messi da parte. Ci sono anche pensionati che vengono richiamati. Confidiamo nei controlli da parte di Eni. Le aziende dell’indotto che hanno attualmente commesse non stanno rispettando quanto stabilito in passato. Ormai, anche i contratti a termine non vengono rinnovati. Tante famiglie sono in enormi difficoltà economiche”.

Di recente, le segreterie provinciali dei metalmeccanici di Fiom, Fim e Uilm hanno chiesto incontri ad aziende come Cosmi Sud e Sudelettra, che sono impegnate nei cantieri per l’impianto Btu. Un confronto che dovrebbe servire a tracciare linee di riferimento per le assunzioni, dando precedenza a chi non trova più collocazione e agli operai in cassa integrazione. I lavoratori dell’indotto storico, però, sembrano riporre poche speranze, vedendosi sistematicamente scavalcare da altri lavoratori.

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