L'auto sparita e i soldi per riaverla, i tre indagati si difendono: "Il denaro serviva solo per le riparazioni"

Gela. Si sono difesi davanti al giudice delle indagini preliminari Paolo Fiore che li ha sentiti all’indomani del loro arresto. Davanti al gip. Claudio Iannì, Andrei Stirbu e Renata Paun sono accusat...

A cura di Redazione Redazione
03 marzo 2016 16:31
L'auto sparita e i soldi per riaverla, i tre indagati si difendono: "Il denaro serviva solo per le riparazioni" -
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Gela. Si sono difesi davanti al giudice delle indagini preliminari Paolo Fiore che li ha sentiti all’indomani del loro arresto. Davanti al gip. Claudio Iannì, Andrei Stirbu e Renata Paun sono accusati di aver organizzato un vero e proprio “cavallo di ritorno” ai danni di un pensionato di Licata. In base alle accuse, gli avrebbero chiesto circa 180 euro per fargli riavere l’automobile. I tre, però, hanno escluso qualsiasi intenzione di estorcere denaro all’uomo. La vettura, infatti, sarebbe stata soltanto sottoposta ad interventi meccanici, legati ad un precedente guasto. Il denaro sarebbe servito a coprire i costi della riparazione. Così, il gip Paolo Fiore, ha comunque convalidato l’arresto di Claudio Iannì e Renata Paun, effettuato dai carabinieri licatesi, ma ha revocato gli arresti domiciliari. Non è stato convalidato, invece, l’arresto di Andrei Stirbu. I legali di fiducia dei tre indagati, gli avvocati Salvo Macrì e Giuseppe Smecca, hanno subito escluso l’esistenza di un piano finalizzato a raggirare il pensionato, estorcendogli denaro. 

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