Il caso rifiuti, Siragusa: "Su Pef e Tari Siciliano mischia le carte...la giunta ritiri l'atto"

Gela. “Votare a favore delle nuove tariffe Tari significa dare fiducia alla gestione dell’assessore Simone Siciliano. Io, invece, credo che l’amministrazione debba ritirare l’atto e aprire un confront...

A cura di Redazione Redazione
26 marzo 2018 19:10
Il caso rifiuti, Siragusa: "Su Pef e Tari Siciliano mischia le carte...la giunta ritiri l'atto" -
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Gela. “Votare a favore delle nuove tariffe Tari significa dare fiducia alla gestione dell’assessore Simone Siciliano. Io, invece, credo che l’amministrazione debba ritirare l’atto e aprire un confronto con il consiglio comunale”. Tra i no al piano economico finanziario e alle tariffe Tari aumentate ci sarà sicuramente quello del dem Guido Siragusa. L’esponente del Partito Democratico, in queste ultime settimane, è stato tra i più critici rispetto alle mosse del duo Messinese-Siciliano. I rifiuti sono un punto quasi strategico e dal voto in aula dipenderanno anche i prossimi equilibri politici tra i banchi dell’assise civica. “Il vicesindaco, nel tentativo di non fallire per l’ennesima volta – prosegue Siragusa – sta cercando di mischiare le carte in tavola. La questione della gara d’appalto non c’entra nulla con il voto su pef e tariffe Tari. Ricordo a tutti che già votando a favore del piano economico finanziario si dà mandato al dirigente di modificare le tariffe. In sostanza, si autorizza l’aumento. Presentare due diversi atti è già un’anomalia”.

“Siamo al paradosso…”. Per il consigliere dem, la giunta comunale starebbe cercando di scaricare responsabilità solo sulle spalle del consiglio. “Oramai, siamo al paradosso – aggiunge ancora – chi cerca di salvaguardare le tasche dei contribuenti, evitando i rincari della Tari, passa per colpevole. Invece, chi vuole gli aumenti, con un sevizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti che non garantisce i dovuti risultati, sarebbe titolare di buon senso”. Siragusa spinge pure per l’istituzione di una nuova commissione di indagine sul ciclo dei rifiuti, che vada a valutare la gestione dell’amministrazione Messinese. “Non è una richiesta che ho messo da parte, anzi – conclude – di certo, non si può venire in aula con un piano economico finanziario che supera i dieci milioni di euro, senza neanche le pezze di appoggio. L’assessore e i dirigenti devono spiegare le ragioni dell’aumento dei costi”. Il dibattito in aula arriva in una fase di fortissima tensione, con l’azienda campana Tekra che ha già comunicato i licenziamenti ad una ventina di operai, chiedendo allo stesso tempo la copertura del credito da quasi dieci milioni di euro, che vanta nei confronti del municipio.

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