Fondi area di crisi, "affare" in commissione e nuovo incontro chiesto da Lorefice
Gela. L’incertezza è forte e il futuro imminente dei fondi dell’accordo di programma per l’area di crisi complessa non è chiaro. Dovranno necessariamente cambiare linea di finanziamento. A fine anno,...
Gela. L’incertezza è forte e il futuro imminente dei fondi dell’accordo di programma per l’area di crisi complessa non è chiaro. Dovranno necessariamente cambiare linea di finanziamento. A fine anno, verrà pronunciata una parziale parola fine sui venticinque milioni di euro destinati al territorio (almeno per la parte finanziata dal governo). Gli investimenti potenziali si sarebbero dovuti concretizzare e avviare entro fine anno. Così non sarà e i fondi verranno probabilmente definanziati, per poi essere recuperati, ma nel 2021. Il senatore grillino Pietro Lorefice ha già chiesto di poter nuovamente incontrare il sottosegretario Alessandra Todde, che segue il capitolo delle aree di crisi sull’intero territorio nazionale. Non riconfermare i fondi sarebbe un passo indietro piuttosto pesante per l’area di crisi complessa locale, che ad oggi non ha prodotto nulla in termini di investimenti alternativi ad Eni. Lorefice, nonostante le restrizioni anti-Covid non consentano grandi spazi di manovra anche nel confronto istituzionale, vuole avere rassicurazioni dal sottosegretario, che ha già incontrato negli scorsi mesi. Anche a Palazzo di Città sono in attesa di capire se i 25 milioni di euro potranno essere rimessi a bando, con criteri meno stringenti rispetto a quelli iniziali, che alla fine hanno generato un solo progetto di investimento selezionato da Invitalia, ma anche in questo caso probabilmente da rivedere in maniera consistente. In commissione industria del Senato, c’è un “affare assegnato” sulle aree di crisi italiane, compresa quella Gela.
“Probabilmente, questi ritardi e il fatto che non siano mai partiti i progetti – spiega Lorefice – potrebbe dipendere dagli stessi enti che se ne sarebbero dovuti occupare, Invitalia ma non solo. Con l’affare assegnato, effettuiamo approfondimenti sulle ragioni di quanto accaduto e abbiamo in programma delle missioni nelle aeree di riferimento. Quella per Gela era fissata per lo scorso marzo, ma il primo lockdown ha fatto saltare tutto”. Un emendamento presentato dal senatore grillino al decreto “Agosto” era stato bloccato sul nascere e prevedeva un adeguamento al rialzo dei fondi destinati all’area di crisi. Gli investimenti preannunciati per il rilancio del territorio dopo la riconversione industriale sono rimasti solo un’intenzione politica e adesso anche il futuro immediato dei fondi è difficile da prevedere.
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