Diabete di tipo 1: aumentano i casi, manca un centro diabetologico

 
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Gela. L’esordio del diabete di tipo 1 è in aumento, in particolare tra i pazienti in età pediatrica. Tuttavia, la città è ancora priva di un centro diabetologico specializzato, lasciando i pazienti e le loro famiglie senza un punto di riferimento per ricevere informazioni sulle nuove tecnologie e terapie disponibili. Per affrontare questo problema, lo scorso sabato l’Associazione Diabete 3 ha organizzato un convegno aperto alla cittadinanza, riunendo esperti del settore per discutere di tecnologie, nutrizione e benessere psicologico.

L’evento, moderato dall’avvocato Stefano Scepi, ha evidenziato l’importanza dell’innovazione, della dieta e del supporto psicologico nella gestione della malattia, sottolineando l’urgenza di istituire un centro diabetologico in città.

Secondo Glenda Paci, presidente dell’Associazione Diabete 3, la mancanza di un centro specializzato rappresenta un ostacolo significativo per i pazienti e le loro famiglie.

“Il diabete di tipo 1 è una malattia complessa, che richiede un monitoraggio costante e un accesso facilitato alle nuove tecnologie- ha dichiarato Glenda Paci-  La creazione di un centro diabetologico in città è una necessità impellente per garantire ai pazienti il supporto di cui hanno bisogno.”

L’assessore alla Salute ha dichiarato che da tempo è stato avviato un dialogo con l’ASP (Azienda Sanitaria Provinciale) per trovare una soluzione a questa carenza.
Tra gli interventi più seguiti del convegno, quello della psicologa Ester Lombardo ha affrontato il tema della transizione dall’esordio della malattia all’età adulta, un passaggio delicato che può essere vissuto con difficoltà dai giovani pazienti.

“La diagnosi di diabete di tipo 1 cambia profondamente la vita di una persona, specialmente quando avviene in età infantile o adolescenziale. È fondamentale offrire un adeguato supporto psicologico per aiutare i pazienti ad affrontare questa sfida con maggiore consapevolezza e serenità.” ha aggiunto la psicologa Lombardo.

Un altro aspetto cruciale discusso durante l’incontro è stato quello delle nuove tecnologie e delle cellule staminali, approfondito dal dottor Gianfranco Gruttadauria che ha dichiarato:

“Negli ultimi anni, le innovazioni nel campo delle tecnologie per la gestione del diabete – come i microinfusori di insulina e i sensori per il monitoraggio continuo della glicemia – hanno migliorato significativamente la qualità della vita dei pazienti. Inoltre, la ricerca sulle cellule staminali apre nuove prospettive per il futuro della terapia diabetologica.”

L’incontro, moderato dall’avvocato Stefano Scepi, ha rappresentato un momento di dialogo e confronto tra specialisti, pazienti e istituzioni. L’auspicio dell’Associazione Diabete 3 e delle famiglie coinvolte è che l’iniziativa possa accelerare il processo per l’istituzione di un centro diabetologico all’avanguardia, che possa offrire ai pazienti un’assistenza completa e integrata.Nel frattempo, l’associazione continuerà a promuovere incontri e attività di sensibilizzazione, affinché il diabete di tipo 1 venga gestito in modo sempre più efficace e con il giusto supporto per i pazienti e le loro famiglie.

 

 

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