Gela. Per riavere lo smartphone doveva pagare. Un vero e proprio cavallo di ritorno condito da presunti danneggiamenti anche al garage della sua abitazione. Chiesta la condanna ad un anno e sei mesi. Vittima un giovanissimo e a rispondere d’estorsione sono due suoi coetanei, entrambi minorenni, a giudizio davanti al tribunale di Caltanissetta. Per loro il pubblico ministero ha chiesto la condanna ad un anno e sei mesi ciascuno di reclusione. Reggono, infatti, le accuse di furto del telefono e d’estorsione proprio per aver chiesto denaro in cambio del telefono. Difesi dall’avvocato Salvo Macrì, i due imputati hanno comunque ammesso di aver chiesto solo una piccola cifra per la restituzione. La difesa, inoltre, ha sottolineato l’assenza di prove certe in relazione ai danneggiamenti messi in atto anche contro il garage dell’abitazione della vittima. La decisione sul loro caso, però, arriverà solo nei prossimi giorni. I giudici del tribunale dei minori di Caltanissetta vogliono acquisire nuovi atti prima di emettere il verdetto.